“Una certezza per l’esistenza”. Il libro che racconta il Meeting di Rimini 2011

Come può un uomo essere saldo? Cosa regge le fondamenta di una vita, sociale e personale, colpita da eventi burrascosi? Ecco in volume cosa è accaduto all’ultima kermesse di Comunione e Liberazione: «Il coraggio di prendere sul serio i propri desideri e di paragonarli con la realtà e con gli incontri che la vita dona. Questo è ciò che genera certezza».

La crisi, il precariato, la minaccia di un taglio alle pensioni. La situazione politica italiana e mondiale, a causa della pesante contrazione economica, sembra minare le sicurezze che erano il fondamento della vita. La certezza di un futuro stabile non è più rassicurante, perché evidentemente minata da circostanze sfavorevoli che gettano ombre sulla nostra vita.

Di che cosa c’è bisogno? Di una certezza per l’esistenza; una certezza che non sia solo parziale, ma totale. Un fondamento su cui poggiare, insomma. Proprio questo è stato il tema del XXXII Meeting di Rimini per l’Amicizia tra i Popoli, svoltosi lo scorso agosto. Il titolo suonava provocatorio: «E l’esistenza diventa una immensa certezza». Come può un uomo essere saldo? Cosa regge le fondamenta di una vita, sociale e personale, colpita da eventi burrascosi?

La risposta si può leggere in Una certezza per l’esistenza. Il libro, edito dalla Bur e curato da Emanuela Belloni e Alberto Savorana, raccoglie gli interventi più importanti della manifestazione estiva di Comunione e Liberazione. Emilia Guarnieri, presidente del Meeting, nella sua prefazione anticipa la risposta al quesito: «È risultato clamorosamente evidente che, all’origine di ogni evento culturale proposto: mostre, conferenze, spettacoli, c’era lo spessore di una esperienza umana».

L’esperienza umana. Questo l’antidoto alla crisi, ai conflitti, all’incertezza. Attraverso l’incontro con personaggi di calibro – dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al filosofo Fabrice Hadjadj, dal giudice della Corte costituzionale Marta Cartabia al neoministro Corrado Passera – si è assistito al generarsi di una cultura nuova. Prosegue Guarnieri: «Per don Giussani cultura ed esperienza hanno entrambe a che fare con la questione del senso, del significato ultimo del vivere».
Ma come può l’esperienza originare certezze? «Il coraggio di prendere sul serio i propri desideri e di paragonarli con la realtà e con gli incontri che la vita dona. Questo è ciò che genera certezza». E la cultura la documenta. In un luogo, come il Meeting di Rimini, dove gli interlocutori sono uomini che giocano, nei diversi ambiti, la propria sete di verità.