Contenuto riservato agli abbonati

La sfida di Communio. «La verità in cui crediamo ci mette allo scoperto»

Di Emanuele Boffi
03 Ottobre 2026
La rinascita della rivista internazionale di cultura e teologia che vuole provare a parlare «al contempo di ciò che di originale e di irriducibilmente nuovo la Chiesa ha da offrire al mondo»
Da sinistra, don Luigi Giussani, Hans Urs von Balthasar, Angelo Scola
Da sinistra, don Luigi Giussani, Hans Urs von Balthasar, Angelo Scola

«Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è la comunione», ha detto papa Leone XIV al Meeting, facendo propria una frase pronunciata nello stesso luogo, quarantaquattro anni prima, da san Giovanni Paolo II. E alla stessa kermesse riminese è stato presentato il numero zero di Communio, rivista internazionale di cultura e teologia in lingua italiana che rinasce dodici anni dopo la sua chiusura. Con due numeri l’anno, la pubblicazione italo-svizzera riparte grazie, soprattutto e tra gli altri, all’iniziativa di René Roux, rettore della Facoltà di Teologia di Lugano e direttore della nuova edizione, e don Paolo Prosperi, professore associato di Teologia spirituale all’Università pontificia della Santa Croce e condirettore. Communio nacque nel 1972 per impulso di tre giganti del pensiero cattolico a cavallo tra i due secoli, Henri de Lubac, Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar, spronati, se così si può dire, dall’editore di Jaca Book Sante Bagnoli e da un gruppo di giovani sacerdoti...

Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati