C’è un teatro che «approfondisce le domande dell’uomo» e fa il pieno tutte le sere

La rassegna Tra Sacro e Monte, a Varese, dal 5 al 28 luglio, è diretta e ideata dal regista teatrale Andrea Chiodi

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Lassù sul Sacro Monte di Varese d’estate si fa teatro. All’aperto, gratuito, di fronte a migliaia di persone si fa spettacolo, senza paura di proporre al pubblico temi lontani dall’intrattenimento classico estivo. Niente cabaret, qui solo cose serie. La rassegna si chiama “Tra Sacro e Monte”, va dal 5 al 28 luglio ed è diretta e ideata dal regista teatrale Andrea Chiodi, per il settimo anno. Ogni anno il tema della rassegna è differente, come spiega il regista: «Ho pensato che il filo conduttore degli spettacoli potesse essere la misericordia di Cristo, così come ricordato dal Giubileo indetto da papa Francesco. Dal mio punto di vista il teatro può essere un mezzo per approfondire le domande dell’uomo, non solo un modo per intrattenere, per passare una bella serata nella cornice incantevole del Sacro Monte di Varese».

SPETTACOLI INEDITI. Tanti i nomi celebri che si esibiscono: «Ho desiderato fortemente che grandi nomi del teatro italiano venissero a esibirsi, portando temi classici oppure testi inediti. Abbiamo cominciato il 5 luglio con lo spettacolo di Lucilla Giagnoni, un excursus sul tema della misericordia nell’Antico Testamento. E poi Massimo Popolizio, il 7 luglio, ha messo in scena la storia di Giuda, per affrontare il tema della libertà dell’uomo. Libero di sbagliare, ma libero anche di chiedere perdono». Giovedì 14 luglio è stata la volta di una serata dedicata a Shakespeare, con Glauco Mari e Roberto Sturno, mentre il 21 luglio ci sarà uno spettacolo inedito dedicato a santa Rita da Cascia: «L’attrice Laura Marinoni ha scritto questo testo apposta per la nostra rassegna. È stata a Cascia, in Umbria, per vedere i luoghi di Rita, la santa dei miracoli impossibili. Questo spettacolo verrà poi portato in tutta Italia il prossimo inverno, siamo orgogliosi che il Sacro Monte possa essere il luogo di una prima. Mentre il 26 metterò in scena con l’attrice Rosalina Neri la vita di Madre Cabrini, la santa dei migranti. La figura di cui avremmo bisogno adesso».

MIGLIAIA DI PERSONE. Chiude Tra Sacro e Monte uno spettacolo dedicato ai fratelli Karamazov, il 28 luglio, intitolato Ivan: «Quest’anno abbiamo deciso di inserire nel programma anche due serate musicali, una dedicata a Mozart e una sulla musica conventuale lombarda, con strumenti antichi e recupero degli spartiti utilizzati dalle monache di clausura che abitano proprio al Sacro Monte». Il pubblico ha risposto benissimo, anche meglio delle aspettative del regista: «Bisogna essere davvero motivati per arrivare al Sacro Monte, lo dico sinceramente. Possono parcheggiare circa 150 macchine, per il resto o si va a piedi o si sfrutta la funicolare. In queste sere estive con molte perturbazioni, il clima per assistere a uno spettacolo all’aperto non è nemmeno troppo favorevole. Eppure, ogni sera abbiamo avuto migliaia di persone. Non una si è alzata per andare via prima della fine dello spettacolo».