Un consiglio agli offesi in servizio permanente: seguire Stefano Gabbana

La settimana scorsa ha messo su Instagram la foto di un paio di scarpe con sopra alcune scritte, tra cui «I’m thin & gorgeous» (sono magra e favolosa). Apriti impermalimento

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guia-SonciniArticolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Cara Guia, una volta avevo una carriera e una vita sentimentale. Era difficile far entrare entrambe nelle 24 ore, ma ce la facevo perché sono sempre stata una che fa tutto quello che va fatto. Il controcorrentismo non è roba per me: negli anni Ottanta portavo le spalline imbottite, negli anni Novanta mi sono tatuata, in questo secolo uso un iPhone anche se la batteria non dura niente e il vetro si rompe appena lo appoggi senza troppa attenzione. A me non interessa essere originale: voglio essere come tutti.

Ed è per questo che non ho più tempo per lavorare né per le questioni amorose: devo seguire le tendenze d’oggidì, che prevedono ci si offenda per almeno venticinque diversi pretesti al giorno. In questa come in tutte le altre mode, sono ligia e sempre à la page. Ieri, per dire, mi sono offesa: in quanto donna, perché alcuni mettono in dubbio che quello tra Macron e la sua ex professoressa sia un grande amore; in quanto madre, perché alcuni altri dicono che è una grande storia d’amore e come osano considerare positiva l’eventualità che il mio bambino (19 anni, sta frequentando per la terza volta la terza liceo) limoni la prof; in quanto cattolica, perché il compagno del poliziotto morto in Francia l’ha commemorato come una volta potevano fare solo le mogli e dove andremo a finire; in quanto atea, perché è scandaloso che quella poverina abbia fatto 23 telefonate per abortire e non l’abbiano fatta abortire 23 volte; in quanto curvy, perché è ora di finirla con queste modelle anoressiche; in quanto perennemente a dieta, perché io sono qui con le verdure bollite e vi sembra bello dirmi che ora vanno le chiattone; eccetera.

Capisci bene che non bastano 24 ore, per tutte le cose per le quali è necessario offendersi di questi tempi. Quindi ho pensato che o me ne vado di casa (da separata avrei molto più tempo per dedicarmi alla vera priorità del decennio), o mi licenzio, in modo da trascorrere le giornate a offendermi ben bene, senza distrazioni, prima e dopo i pasti.
Mio marito non capisce il problema, ma sai come sono gli uomini: limitati – pensa che lui si offende solo in quanto romanista. Tu cosa mi consigli?
Voghera ’74

Cara Aspirante Casalinga, molte qualità sono state riconosciute a Gianni Boncompagni dopo la sua morte, ma mi sembra ne manchi una importantissima: non ha mai detto «Era una battuta». Non ha mai tenuto in alcuna considerazione tutti quelli che si sarebbero inevitabilmente offesi sentendolo dire che gli interessavano solo i soldi e le adolescenti, o che gli spettatori sono analfabeti che capiscono solo parole semplici tipo «minestrina col dado». Non l’ho mai sentito scusarsi per una battuta o, peggio, attutirla con uno «Stavo scherzando» per timore dei permalosi. Pensare che se uno si offende è un problema suo mi sembra l’unico vero eroismo praticabile, di questi tempi.

Il nuovo Boncompagni è Stefano Gabbana, che se possibile è persino più eroico: ogni sua uscita rischia di alienargli potenziale clientela, in un’epoca in cui gli offesi pensano di farsi valere boicottando i prodotti (nessuno dice: «Non compro Dolce&Gabbana perché non posso permettermelo»; i non compratori di Dolce&Gabbana hanno tutti ragioni morali).

La settimana scorsa Gabbana ha messo su Instagram la foto di un paio di scarpe con sopra alcune scritte, tra cui «I’m thin & gorgeous» (sono magra e favolosa). Apriti impermalimento: nei commenti era tutt’un «Non devi essere magra per essere bella» e «Adesso però devi dare un messaggio d’accettazione di tutte le fisicità». Invece di raccontare alla sua clientela la più grossa balla dall’invenzione delle religioni, cioè «Ognuna è bella a modo suo», lo stilista ha risposto secco che sarà ben meglio essere magre che piene di colesterolo.

Ero così ammirata dal suo sprezzo del pericolo che, appena arrivata a casa, sono andata su Yoox a cercare un loro vestito. Purtroppo le 48 erano tutte esaurite. Sono offesa in quanto lavoratrice: dovrebbero tenere le taglie per chiatte da parte per quelle che escono tardi dall’ufficio.

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