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Ucraina. Si chiude una guerra, se ne apre un’altra?

Di Leone Grotti
02 Gennaio 2026
Pressato dagli Stati Uniti, Zelensky sta accettando un compromesso dopo l'altro per chiudere il conflitto. Ma se la pace non sarà equilibrata potrebbe farne scoppiare presto uno nuovo
Il monumento dell'Indipendenza resta al buio a Kiev in seguito all'ennesimo attacco russo contro le centrali energetiche del paese
Il monumento dell'Indipendenza resta al buio a Kiev in seguito all'ennesimo attacco russo contro le centrali energetiche del paese (foto Ansa)

Volodymyr Zelensky ce la sta mettendo tutta per raggiungere un accordo con la Russia mediato dagli Stati Uniti mantenendo intatta la dignità dell'Ucraina dopo quasi quattro anni di guerra. Ma ora che le trattative si stanno concentrando su quel 12 per cento di Donbass che Vladimir Putin non ha conquistato militarmente, ma che pretende per interrompere il conflitto, la situazione si fa sempre più difficile. «Non possiamo ritirarci dal Donbass» Dopo l'incontro del 28 dicembre con Donald Trump a Mar-a-Lago, il presidente ucraino ha dichiarato sconsolato a Fox News: «Non possiamo semplicemente ritirarci, è illegale. Non possiamo abbandonare i nostri territori. Ci sono 300 mila persone che vivono lì, non possiamo abbandonarle». Zelensky sa che «l'Ucraina non può vincere senza gli Stati Uniti» e «non può difendere i propri cieli» solo con l'aiuto europeo (in continuo calo) ed per questo che nell'ultimo mese ha accettato di scendere a compromessi su richiesta americana: non parla più di vitto...

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