Ucraina, Gazprom: «Kiev paghi o stacchiamo il gas»

Il colosso russo del Gas ha minacciato l’Ucraina: «O estingue il debito per le forniture o c’è il rischio di tornare alla situazione creatasi nel 2009».

L’ad di Gazprom Alexiei Miller, con Vladimir Putin

«O l’Ucraina estingue il debito e paga per le forniture correnti, oppure c’è il rischio di tornare alla situazione creatasi all’inizio del 2009»: è la minaccia che oggi ha fatto a Kiev l’amministratore delegato del colosso russo del gas Gazprom Alexiei Miller, che ha precisato che è oggi la scadenza del termine di pagamento per il gasolio russo fornito a febbraio all’Ucraina. Kiev deve a Mosca 1,8 miliardi di dollari.

IL REFERENDUM. Intanto oggi la Commissione elettorale centrale ucraina ha cercato di bloccare il referendum indetto dalla Crimea per il 16 marzo, per decidere se passare con la Federazione russa. La Commissione infatti ha bloccato per un certo periodo di tempo l’acceso al database con le liste elettorali della Crimea e di Sebastopoli (la Crimea ha lo status di regione autonoma), con l’obiettivo proprio di bloccare la consultazione del 16 marzo. Il vicepresidente della commissione. Andrei Maghera ha parlato alla tv ucraina: «Le autorità della Crimea non potranno usare i dati delle liste per fare i proprio elenchi dell’elettorato e, se lo faranno, non saranno elenchi con le condizioni richieste dalla legge».

“YANUKOVICH STA MALE”. Intanto scoppia un giallo sulle condizioni di salute dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich, che attualmente si trova in Russia per sfuggire ad un mandato di cattura emesso da Kiev. Secondo il quotidiano russo Moskovski Komsomolets, Yanukovich sarebbe ricoverato in ospedale in gravi condizioni: sembrerebbe che l’ex presidente abbia avuto un infarto. Le autorità ucraine intanto hanno chiesto all’Interpol di emettere un mandato di cattura internazionale.