Ucraina, aereo malese abbattuto. Il Consiglio di sicurezza Onu oggi firma risoluzione

La Russia non opporrebbe il veto, ma lavora per “limare” il testo. Intanto prosegue il recupero delle vittime: trovati 272 corpi. Mistero sulle scatole nere

Dopo il vertice nella notte per l’escalation Israele-Gaza, il Consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbe tornare a riunirsi oggi per la vicenda dell’aereo malese abbattuto giovedì 17 luglio al confine tra Ucraina e Russia. Il Palazzo di Vetro dovrebbe oggi licenziare una risoluzione, richiesta dall’Australia, ma la Russia (uno dei membri permanenti) sta cercando di limare il testo in modo da non apporvi però alcun veto. Intanto i leader di Gran Bretagna, Germania e Francia hanno chiesto a Putin di consentire l’accesso agli ispettori dell’Ocse nel punto in cui il Boeing 777 si è disintegrato al suolo. Il presidente russo ha ribadito pubblicamente, in mattinata, che «Bisogna fare tutto il possibile per garantire la sicurezza degli esperti internazionali sulla scena».

CONTINUANO LE RICERCHE. Procedono intanto nei pressi di Donetsk, Ucraina orientale, nel punto dell’impatto le ricerche dei corpi delle 298 vittime. Finora sono stati recuperati solo 272 corpi, e i resti, smembrati, di 86 altre vittime. Lo ha dichiarato stamattina il premier ucraino Arseny Yatseniuk, dopo aver ottenuto le salme che fino ad ieri erano nelle mani dei filorussi. Lo scenario che stamattina si apriva vicino al villaggio di Grabovo, il centro abitato più vicino al luogo dello schianto, era raggellante: i corpi erano sistemati in sacche sigillate, disposte lungo una tragica fila sulla strada verso il centro. Stamattina un treno con vagoni frigoriferi è giunto nel centro di Torez, per trasportare i corpi verso Donetsk.

GIALLO SULLE SCATOLE NERE. Intanto le informazioni sul ritrovamento delle scatole nere del Boeing 777 continuano ad essere confuse. Stamattina Aleksandr Borodai, il premier dell’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk”, ha confermato che le due scatole nere erano state ritrovate (l’annuncio per la prima volta lo aveva dato pubblicamente con una conferenza stampa ieri), e «visivamente in condizioni normali». Ma lo stesso Borodai, all’agenzia Ria Novosti, oggi ha specificato che tra i miliaziani filorussi non vi sono esperti, e che i due oggetti recuperati non possono essere identificati «con certezza assoluta» come le scatole nere di bordo del Boeing.