Una pièce teatrale e un libro su Takashi Paolo Nagai, l’uomo che offrì se stesso dal suo letto di malattia per ricostruire letteralmente Nagasaki, nelle mura e nell’anima
Andrea Carabelli e il soprano Yukiko Aragaki durante lo spettacolo Nagai
Fine 1945. Una stanza di quattro metri quadrati. È l’abitazione di Takashi Paolo Nagai a Nagasaki: Nyokodo (il luogo dell’amore a sé stessi), così ha voluto chiamarla.
2025, ottant’anni dopo. Sul palco del teatro tre teli trasparenti bianchi, uno frontale e due di quinta, cinque attori e una cantante lirica. La stessa essenzialità della casa e della vita del dottor Nagai, medico radiologo, dopo l’esplosione della bomba atomica su Nagasaki, l’8 agosto 1945.
Nagai. L’uomo che portò la pace a Nagasaki è una pièce del Teatro degli Scarrozzanti con la regia di Andrea Carabelli e Massimo Morelli, e il teatro è meglio vederlo in sala (le date del tour italiano le trovate qui). Io l’ho visto a Roma, al Teatro Marconi, il 16 ottobre 2025. Però poi ho voluto comprare il libro, per memorizzare lo struggente impatto dell’evento.
La “magia” della scienza atomica
E l’evento è questo: un uomo vissuto per curare gli altri, morto di leucemia a quarantaquattro anni, testimonia che per costruire la pace ...
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