Tutti si bevono la fake news della diocesi spagnola che «cura i gay»

Un giornalista di eldiario.es si finge gay e chiede aiuto alla Chiesa per cambiare orientamento sessuale. Invitato a un corso di «educazione all’amore», denuncia la Chiesa per aver cercato di «curarlo»

Ieri si è celebrata la Giornata mondiale contro le fake news e la disinformazione. Per festeggiarla nel modo più adeguato i giornali di mezzo mondo (dalla Bbc a Open di Enrico Mentana) hanno ripreso il vergognoso articolo pubblicato dal sito spagnolo eldiario.es dal titolo: La diocesi di Alcalà organizza corsi clandestini per “curare” l’omosessualità.

IL GIORNALISTA CHE SI FINGE GAY E CHIEDE AIUTO

Angel Villascusa, senza dichiarare di essere un giornalista, si è presentato sotto mentite spoglie alla diocesi di Alcalá de Henares, legata all’arcidiocesi di Madrid, fingendosi omosessuale e chiedendo di essere aiutato a cambiare orientamento sessuale. Invitato di conseguenza a partecipare a un corso di «educazione all’amore», il cui primo appuntamento si è tenuto il 21 marzo presso il Centro di orientamento familiare Regina Familiae, in seno alla diocesi, ha poi denunciato il tentativo della Chiesa di «curarlo» con «terapie riparative».

Nell’articolo Villascusa denuncia la psicoterapeuta, BV, che ha tenuto le redini dell’incontro. La sua colpa sarebbe quella di aver presentato l’omosessualità come la possibile conseguenza di un trauma, invitato i presenti a non consumare materiale pornografico e specificato che il processo per cambiare l’orientamento sessuale è lungo e deve combinare psicoterapia, impegno personale e preghiera.

IL VESCOVO COLPEVOLE DI ESSERE UN VESCOVO

Tra i materiali consegnati per affrontare questo percorso faticoso, attacca il giornalista, ci sono documenti che denunciano «la menzogna e la disinformazione gay su questo tema» che spinge molti giovani ad accettare l’omosessualità, invece che spingerli a «scoprire e maturare la loro vera identità».

Nell’articolo di eldiario.es, viene infine condannato senza appello come «omofobo» il vescovo della diocesi, José Antonio Reig Pla, colpevole di aver consigliato nel 2012 a genitori con figli omosessuali di cercare «l’aiuto di persone qualificate per fornire loro tutto il sostegno possibile». Il monsignore si sarebbe anche macchiato di altri tre gravi delitti nel 2008: «Promozione della verginità, rifiuto dell’aborto e del matrimonio omosessuale». Un vescovo cattolico che insegna il magistero della Chiesa cattolica, insomma, non esattamente una notizia.

Dulcis in fundo, Villascusa ricorda che un simile corso viola le norme anti-omofobia della comunità di Madrid, invitando esplicitamente i magistrati a indagare se qualche membro della diocesi non debba farsi qualche annetto di carcere o pagare una bella multa da 45 mila euro.

CHI È VILLASCUSA PER GIUDICARE I GAY?

In sintesi, un giornalista infrangendo ogni norma deontologica della professione, si finge omosessuale, chiede aiuto alla Chiesa e poi denuncia la Chiesa per averglielo offerto davvero. Tralasciando il cattivo servizio reso alla comunità gay (se una persona con tendenze omosessuali decide liberalmente di cambiare orientamento, chi è Villascusa per giudicarlo?), l’articolo, secondo il comunicato di risposta della diocesi, è la quintessenza della scorrettezza: «Una fiction teatrale ideologica costruita “ad hoc” dove un giovane», dopo aver mentito, «provoca conversazioni manipolate legate all’ideologia di genere e trasforma condizionali in affermazioni».

In breve, conclude la diocesi, «siamo davanti alla produzione di fake news, l’apice della disinformazione di cui ha parlato anche papa Francesco. La diocesi di Alcalá de Henares ricorda il rispetto e l’amore che è dovuto a tutte le persone, pur non rinunciando ad accogliere e accompagnare le persone che lo richiedono liberamente. Invitiamo tutti i cattolici a pregare per la libertà della Chiesa in Spagna». E buona Giornata mondiale contro le fake news a tutti.