Tutti la scaricano, nessuno la usa. Il flop dell’Immuni tedesca

Dopo aver speso 70 milioni di euro per «l’app migliore del mondo», Berlino si accorge che Corona-Warn-App funziona poco e male

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La Germania ha speso 70 milioni di euro in un anno per sviluppare la sua “Immuni”, Corona-Warn-App, ma l’applicazione è un flop. Lo spiega Der Spiegel tracciando la traiettoria della «migliore app del mondo» per tracciare e prevenire i contagi, così l’aveva definita Helga Braun, a capo della cancelleria di Angela Merkel.

«LA ROCK STAR DELLE APPLICAZIONI» NON FUNZIONA

La «rock star» delle applicazioni, così la chiamò l’ad di Deutsche Telekom, René Obermann, lanciata 100 giorni fa e scaricata da 18 milioni di persone, sembra essere già finita nel dimenticatoio. Il portavoce del governo, Steffen Seibert, l’ha da poco definito «uno strumento tra gli altri» per frenare la diffusione della pandemia.

Nessuno sa in Germania quanti utenti la stiano utilizzando: secondo il governo sono 14 milioni, per Deutsche Telekom 18 milioni. Ad ogni modo, secondo una ricerca indagine di D21 la maggior parte degli utilizzatori la ritiene «inefficace». I tedeschi, dopo aver cercato di sviluppare un proprio sistema per registrare e utilizzare i dati, hanno dovuto per ragioni di privacy cedere al modello sviluppato da Apple e Google, come la maggior parte dei paesi europei.

TUTTI LA SCARICANO, NESSUNO LA USA

Patrick Larscheid, a capo del dipartimento sanitario del distretto berlinese di Reinickendorf, ha il compito di rintracciare manualmente tutte le persone con cui un contagiato può essere venuto in contatto, avvisarle e verificare che non siano state contagiate. È esattamente il lavoro che dovrebbe svolgere l’app, ma secondo il medico l’applicazione è soltanto «un inutile spreco di denaro pubblico» che addirittura «crea più problemi di quanti non ne risolva».

Corona-Warn-App informa gli utenti della probabilità che siano entrati in contatto con un positivo e richiede agli stessi di avvertire il sistema in caso di contagio. Ma evidentemente i tedeschi si comportano in modo diverso. Da quando è stata lanciata l’app, si sono verificati in Germania 80 mila casi: si è infettato cioè lo 0,1 per cento della popolazione. L’app è stata scaricata da oltre il 20 per cento della popolazione, eppure solo 3.163 persone hanno avvertito il sistema di essere positive, una percentuale troppo vicina allo zero per essere calcolata.

TROPPI ERRORI

Anche ipotizzando che chi scarica l’app sia molto attento a usare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale, i numeri non tornano. È molto probabile che chi viene infettato in Germania non lo comunichi all’app oppure che abbia semplicemente smesso di utilizzarla.

Una delle ragioni che hanno portato al disinteresse dei tedeschi, secondo Der Spiegel, sono i bug dell’app: chi ad esempio ha installato il nuovo sistema operativo dell’iPhone riceve un numero elevatissimo di avvertimenti. Chi ha un cellulare troppo vecchio non può installare l’app e in tanti vedono comparire il messaggio “EN_Error” che, a detta degli sviluppatori, «non si può correggere ma dovrebbe andare via da solo».

A PROPOSITO, SECONDO GLI STUDI NON SERVE

Ci sono inoltre in Germania 37 laboratori che non sono stati mai collegati al sistema operativo dell’app. Di conseguenza, chi riceve il risultato di un test da uno di questi laboratori deve chiamare una linea dedicata informandola del risultato e fornendo il proprio numero di cellulare. Non proprio la sicurezza e l’anonimato garantiti dal governo al momento del lancio. Chi voglia ricevere i risultati dei test direttamente tramite l’app, inoltre, deve compilare un modulo cartaceo e inviarlo alle autorità sanitarie. Un bel cortocircuito tecnologico.

Infine, secondo uno studio del Trinity College, l’app non riesce a rilevare in modo efficiente tramite Bluetooth la vicinanza ad altri soggetti in ambienti come gli autobus, gli aerei o i treni. Peccato che Corona-Warn-App serva praticamente solo a questo, dal momento che amici e familiari vengono solitamente avvisati dal diretto interessato, a differenza degli estranei.

«ASPETTATIVE ASSOLUTAMENTE ESAGERATE»

Per tutti questi motivi il governatore bavarese, Markus Soder, ha candidamente ammesso che «finora non è stato un grande successo». La coordinatrice della politica sanitaria del gruppo parlamentare dei Verdi, Maria Klein-Schmeink, condivide la sua delusione: «All’inizio avevamo riposto grandi aspettative in questa applicazione. Ora abbiamo capito che erano assolutamente esagerate».

Foto Ansa