Tra polli ecologici e ragni protetti, gogna europea per gli ultimi statisti

Guido Horst, corrispondente di Tempi dalla Germania, nonché direttore del settimanale tedesco Die Tagespost, ci ha inviato una riflessione sul caso Kohl

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Guido Horst, corrispondente di Tempi dalla Germania, nonché direttore del settimanale tedesco Die Tagespost, ci ha inviato una riflessione sul caso Kohl. A lui, per il conforto dei nostri lettori (magari anche del Tribunale di Milano) che forse capiranno meglio l’attualità dell’antico adagio summum ius, summa iniuria, sommo diritto, somma ingiustizia, volentieri cediamo la tribuna editoriale di questa settimana.

“La Cdu ha il suo scandalo e i testimoni del tempo hanno un’opportunità per riguardare meglio la vita interna della Repubblica tedesca. Quante conquiste si è guadagnato il più morale di tutti gli stati tedeschi di ogni tempo: l’immondizia viene accuratamente suddivisa, i polli hanno di nuovo il diritto di fare le loro uova in maniera ecologica, i ragni trovano sempre più sottopassaggi comodi e sulle autostrade, grazie ai radar e alle misurazioni di distanza, c’è di nuovo più disciplina e ordine. E proprio qui arriva Kohl che riserva, eludendo la legislazione sul finanziamento dei partiti, delle donazioni accolte attraverso canali segreti alle sottostrutture del suo partito! ‘Viene giù, viene giù’ grida Luther, il vicepresidente del gruppo democristiano nel Parlamento verso il trono del veterocancelliere e non sono pochi quelli che adesso nei media e nella politica usano lo strumento stilistico dell’indignazione. Il caso Kohl non è da discutere adesso: spetterà agli addetti ai lavori giudicare il sistema del finanziamento dei partiti e forse, quando i tempi saranno meno esposti all’emotività, si faranno anche delle correzioni. Già adesso invece questo caso offre la possibilità di riflettere sull’educazione alla legalità che è diventata la massima dello stato moderno e del suo agire. Osserva la legge – e poi puoi fare quel che vuoi. Per esempio aspirare il cervello di bambini handicappati poco prima della nascita e liberarli così dal peso della vita. Oppure – con una immagine meno crudele – eliminare chirurgicamente o chimicamente migliaia di embrioni in una fase anteriore della gravidanza. Lo permette la legge, per questo non c’è nessun urlo nei mass media e nessun presidente del parlamento o responsabile di partito si sente in dovere di trovare parole d’ammonimento. Helmut Kohl lo sfortunato. Lui è certamente riuscito a riunificare la Germania e a promuovere l’unificazione dell’Europa – così che oggi le guerre tra i paesi dell’Unione sono assolutamente impensabili – ed è indubbiamente lui che ha promosso l’amicizia con la Russia, rimanendo nello stesso tempo un partner attendibile degli Usa. Tutte azioni strategicamente importanti. Sempre lui ha promosso la riconciliazione tra tedeschi e polacchi e contemporaneamente ha curato il rapporto con la Francia. Oggi le generazioni che crescono in questi paesi non vedono più la Germania come un nemico secolare. Ma poi è arrivata questa accusa, l’incasso di donazioni anonime, un’azione contro la legge che diventa la condanna utilizzata dalla più morale di tutte le repubbliche tedesche contro il suo vecchio cancelliere. Le leggi vanno osservate e senza educazione alla legge la comunità finisce in anarchia e caos. Quando però le leggi dello stato diventano il valore più alto si smarrisce la prospettiva e diventa impossibile giudicare le persone e il loro agire con uno sguardo non moralistico. Lo stato diventa lui stesso un idolo e il suo purgatorio – come per esempio lo schedario dei contravventori al codice stradale – oppure il suo inferno – per esempio la morte chimica nell’utero – sono purtroppo ben più tangibili delle vecchie immagini della tradizione cristiana. “Quando gli si tolgono tutti gli strumenti per dare significato agli eventi allora l’uomo rimane senza alcun concetto di fronte alla realtà” – così disse Hannah Arendt. Lo strumento più importante del quale l’uomo ha bisogno per giudicare gli eventi è la sua appartenenza a Dio e a quel popolo che Dio stesso si è creato. Allora tutto prende la sua giusta misura. La smisuratezza del nostro tempo – nel suo consumo e nel suo giudizio – dimostra di quanto il Dio dei cristiani è stato dimenticato”.

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