Tifa Albinoleffe, vive a Reading, ama Wikipedia. E ha indovinato Given

Si chiama Agostino Rappazzo l’ultimo vincitore del campione misterioso. E ha indovinato dall’Inghilterra.

È uno dei pochissimi che ha indovinato il campione misterioso pubblicato giovedì, e il segreto del successo è presto detto: Wikipedia. «Sì, ma non perché mi son messo a cercare spudoratamente chi poteva essere», si difende Agostino Rappazzo, torinese di 23 anni. «Alla sera amo mettermi davanti al computer e leggere tante pagine di questa enciclopedia. Leggo di storia, geografia e chiaramente di calcio». Ma come è arrivato a Shay Given? «Ho letto che aveva giocato per 12 anni nello stesso club, e mi è tornato in mente un errore che il povero portiere irlandese fece nel ’97 con la maglia del Newcastle. Giocavano contro il Coventry, lui raccolse un cross dalla sinistra, mise la palla per terra per rinviarla ma non si accorse di avere dietro Dublin, un avversario. L’attaccante gliela soffiò e fece gol. Facendo un rapido calcolo con gli anni sono risalito alla sua esperienza al Manchester City, e così ho capito che era lui». Insomma, un ragionamento che non fa una piega.

Basta questo per capire a che lettore siamo davanti: non soltanto un amante del calcio, ma un vero studioso della materia, che però tra le sue passioni deve convivere con quella per meteorologia, ghiacciai e oceani, oggetto del suo curriculum universitario. Scrupoloso, preciso, arguto, per applicare al meglio tutto il suo amore per questa disciplina lo scorso settembre ha mollato tutto ed è volato in Inghilterra, destinazione Reading, per iscriversi ad uno dei migliori master al mondo in “atmosfera, oceano e clima”. Una città nel cuore dell’Inghilterra, ad 80 chilometri da Londra, e soprattutto baciata dalla fortuna in quest’anno calcistico: il club locale è riuscito a riconquistare il ritorno in Premier League dopo una bella stagione in Championship. «Io vivo dall’altra parte della città rispetto allo stadio, ma anche qui si è fatta una gran festa».

Ma il suo carattere è un po’ schivo, freddo, difficile che si lasci trascinare da queste piazzate. In questi giorni di Europeo, racconta, ne sta avendo la riprova: «Se c’è l’Italia la guardo volentieri, ma non soffro eccessivamente se perdiamo, e soprattutto se c’è una cosa che non sopporto sono gli italiani all’estero. Non mi piace farmi riconoscere. L’altra sera per esempio sono andato a vedere Italia-Germania in un pub dove c’erano diversi tedeschi». D’altronde non è uno di quei ragazzi che appena vede un pallone gli corre dietro: Agostino ama di più giocare a basket che a calcio, e soprattutto ama la montagna. «Qua in Inghilterra è una sofferenza perché ci sono pochi posti dove andare a camminare. Quando sono a casa, in Piemonte, vado spesso ad arrampicare in Val di Susa, o a fare alpinismo».

E se aspetta con ansia la finale di domenica per poter andare a Londra da alcuni amici italiani e vederla insieme, per la prossima stagione sportiva il suo cuore dovrà accontentarsi di seguire il club amato in Serie C. «Non indovinerai mai per chi faccio il tifo: l’Albinoleffe!» I lombardi sono appena retrocessi dai Cadetti dopo una stagione sofferta: «Sono stati fatti alcuni errori societari. Peccato, questi ultimi anni erano state stagioni straordinarie, non a caso mi sono innamorato di questa squadra proprio dopo i successi che ha ottenuto negli ultimi 5-6 anni. Vabbè, vorrà dire che la seguirò anche in Serie C». Come si suol dire, la squadra del cuore non si discute, si ama.