The Legend of Tarzan. Mancano solo le scie chimiche

Il film di David Yates non brilla. Messaggio ambientalista, ecologista, animalista. Mancano solo le scie chimiche.

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Tarzan torna in Africa per difendere le tribù indigene e gli animali dai coloni belgi.

Non è che si sentisse proprio il bisogno di un altro film su Tarzan, che tra l’altro ha la sfortuna di capitare qualche settimana dopo il grande successo de Il libro della giungla che racconterà pure un’altra storia ma ha contesto e tematiche affini, con conseguente perdita di spettatori.

Tanto più che il film di Yates non brilla proprio per quegli effetti meravigliosi che avevano riempito il film Disney. Anzi, qua si va al risparmio, i flashback (troppi) che vedono Tarzan protagonista, sono deboli dal punto di vista visivo. Ma è un po’ tutto il film ad essere deboluccio: la coppia Skarsgård-Robbie non brilla per carisma anche se la parte peggiore se la piglia Christoph Waltz nei panni del capo degli sgherri del re del Belgio.

Uno che usa il rosario come un nunchaku e ammazza neri e bianchi per il vil denaro. Messaggio ambientalista, ecologista, animalista. Mancano solo le scie chimiche.

Foto Ansa

 

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