Teatrini, balletti e staffette intorno a una poltrona per due. Ma Renzi dica cosa vuole

Enrico Letta si presenta in conferenza stampa e rilancia. Rilancia che? Una brochure. Ma il sindaco di Firenze accetti un consiglio: imponga la riforma elettorale subito

Enrico Letta si presenta in conferenza stampa e rilancia. Rilancia che? Una brochure, ottimamente stampata, patinata, colorata, colma di munificenza e promesse per l’Italia.
Impossibile che l’abbia approntata lì per lì, per rispondere alla sfida di Matteo Renzi e rilanciare l’azione di un governo che, a detta di Giorgio Squinzi, Confindustria, ha fatto pochino. Anzi, «i problemi sono ancora tutti lì» e «siamo terrorizzati dall’andamento dell’economia reale».

Non solo. Non una parola sulla funzione giudiziaria. Dopotutto non occorre essere né di destra né di sinistra per leggere le notizie e registrare il ritmo forsennato con cui dalla Corte Costituzionale alla Corte dei Conti, dalle Procure ai Tar – Mr. Letta può dire quello che vuole – il parlamento non si sa dov’è, l’azione di governo quotidiano del Paese lo esercitano le Corti. Punto e stop.

Non c’è nessun cambio di passo nella brochure che ha più il sapore di programma elettorale che di poche ma solide cose da fare. Letta si appresta a fondare una sua formazione, un po’ come fece Monti “salendo” in politica grazie ai riflettori di cui godette da premier? La brochure, questo lascia pensare.

Dunque, domani Matteo Renzi parlerà chiaro, ma intanto una cosa è certa: Enrico Letta è già in viaggio per la sua futura carriera e, sarà che pensa a un partito neo Dc, sarà che pensa a non disturbare chi comanda in Europa (a proposito di “Impegno per l’Italia”, la sua ricetta per l’integrazione è quella del ministro Kyenge, una legge sullo “ius soli”), per rispondere all’offensiva del suo collega sindaco di Firenze ha anticipato in tipografia promesse elettoralistiche che aveva già in qualche cassetto, non una serie di poche ma concrete misure per invertire il trend di un Paese sfiancato.

Dopo di che, un consiglio disinteressato al giovane Renzi: lasci stare la poltrona di Letta (ma che fa, il governo con Baricco?) e non abbassi la guardia sull’agenda che si è dato. Renzi imponga la riforma elettorale subito. Si sottragga al teatrino dei rinvii che si sta già allestendo in parlamento. E poi acceleri la soluzione elettorale. L’unica che può dare all’Italia un governo forte, finalmente politico, che possa sul serio battere il pugno sul tavolo della Merkel. Con l’Italicum non si scappa. Alla fine ci sarà uno e un solo vincitore autorizzato dagli italiani a comandare. Perciò, si faccia la legge elettorale e, fatta la legge, si vada al voto.

Basta con questi governi mingherlini sotto l’ombrello del presidente Napolitano. L’Italia non può più aspettare promesse e crono programmi di pupilli, riti e negoziazioni romane. Italicum subito. E poi subito al voto.