Te Deum laudamus perché sono andato in pensione. E per Rossettini (ma il gol al Grifo…)

«Ho vissuto l’epoca migliore. Basta con gli stadi, l’indignazione, doping e anti-doping». Il Te Deum di Roberto Perrone (per gentile concessione di Fred Perri)

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Questo articolo è tratto dal numero di Tempi in edicola a partire dal 31 dicembre (vai alla pagina degli abbonamenti), che è l’ultimo numero del 2015 e secondo tradizione è dedicato ai “Te Deum”, i ringraziamenti per l’anno appena trascorso. Nel “Te Deum” 2015 Tempi ospita, tra gli altri, i contributi di Antonia Arslan, Sinisa Mihajlovic, Luigi Brugnaro, Marina Terragni, Totò Cuffaro, Gilberto Cavallini, Luigi Negri, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Marina Corradi, Roberto Perrone, Renato Farina.

Innanzitutto laudo Fred Perri, per una volta meno bastardo del solito, per la sua munificenza, per la sua generosità: quest’anno mi ha concesso di cimentarmi nel Te Deum. Spero di essere all’altezza di questo onore.

Te Deum laudamus perché abbiamo festeggiato il Santo Natale ancora una volta con il presepe e da qualche parte pure con il presepe vivente. Perché con i tempi che corrono oggi sì, domani boh.

Te Deum laudamus perché c’è un campionato tosto e avvincente, come non si vedeva da qualche anno, almeno ci divertiamo. È tornata pure la Juventus.

Te Deum laudamus ma dacci banche oneste. Meglio i soldi sotto il materasso. Io la penso come Jules Bonnot, quello della banda Bonnot: l’unico modo di trattare con le banche è rapinarle (tanto prima o poi ti rapinano loro).

Te Deum laudamus perché sono andato in pensione (1). A Roma 2024 comunque non ci sarei arrivato, però adesso mi toccherebbe occuparmi della candidatura olimpica per lavoro. A vedere i soliti noti, le solite facce, i soliti figli e parenti, il solito generone imbarcato a spese nostre, mi viene sempre l’ulcera ma non dovendo trattare l’argomento meno.

Te Deum laudamus, dacci una scuola laica. Ma laica vera: abolite pure i crocifissi, i presepi e “Astro del Ciel”, ma anche i libretti e le lezioni sulle famiglie “allargate”, le lezioni di educazione sessuale e quant’altro. Solo storia, latino e matematica. Fine.

Te Deum laudamus perché sono andato in pensione (2): sono nato povero ma splendido, che ci posso fare, confesso che ho vissuto e di fare il giornalista da pezzente proprio non ho voglia.

Te Deum laudamus perché i vari fenomeni dell’IS (intelligenza superiore) adesso si lamentano di Renzi. Ah, ah. Hanno abbattuto Berlusconi per trovarsi con il suo clone (ma più cattivo del Berlusca).

Te Deum laudamus se farai un vero repulisti di Fifa, Uefa e tutto il resto, ma qualcosa mi dice che sta cambiando tutto perché nulla cambi (e poi se a cominciare sono stati gli americani c’ho dei sospetti). Però a Michel voglio sempre bene.

Te Deum laudamus perché ci sono le serie tv e i film sul canale satellitare, altrimenti sulla vecchia tv generalista guarderei solo Mela Verde o Linea Verde (perché fanno vedere formaggi, salumi, vino e pasta). Scampaci dai talk show. I soliti noti, i soliti discorsi e ti raccomando la Gabanelli.

Te Deum laudamus per il mio amico Luca Rossettini, una mosca bianca tra i giocatori di serie A, calciatore che non vive sulla luna, ma conosce di che pasta è la realtà. Belin, ma doveva scoprirsi goleador proprio contro il Grifo?

Te Deum laudamus perché sono andato in pensione (3): così non ho partecipato all’indignazione collettiva dei giornalisti unificati contro Renzi. A me le corporazioni non sono mai piaciute. Esternazioni del premier a parte, io non difendo la categoria, solo quelli che lo meritano.

Te Deum laudamus perché sulla mia tavola natalizia non è mancato cibo in abbondanza (occhio agli sprechi) e tra questo un bel salame. Perché verranno i tempi che, per la dittatura di qualche fanatico (salutista o peggio), il maiale potremmo non vederlo più (nel piatto).

Te Deum laudamus ma mandaci qualche dirigente che sappia trasformare il calcio italiano. Con questi presidenti non andiamo da nessuna parte.

te-deum-2015-tempi-copertina-kTe Deum laudamus perché almeno l’occhio è soddisfatto con tutte queste tipe in giro. Se avessi l’età di mio figlio e dei suoi amici, dei veri imbranati, farei una strage. Ma dov’eravate ai miei tempi, belle figliole?

Te Deum laudamus perché sono andato in pensione (4). Così almeno non devo più andare negli stadi italiani: in quello di Napoli ogni volta che ci mettevo piede mi veniva l’ansia, ma anche San Siro, te lo raccomando. E Firenze, dove la tribuna stampa è per hobbit? Addio senza rimpianti.

Te Deum laudamus ma se non si danno una mossa, mandagli un segno, un fulmine, un angelo sterminatore, uno stormo di cavallette. Perché con questo sistema giudiziario non si può andare avanti.

Te Deum laudamus anche per il possibile scudetto dell’Inter. Se lo sta meritando e poi adoro il Mancio. Difesa arcigna (come si diceva un tempo), gente tosta, senza fronzoli. Ognuno fa il suo. E il “partito degli onesti” stavolta non c’entra. Massì, se po’ fa’.

Te Deum laudamus, ma portaci meno tasse. Sarà possibile? Non credo, anche perché se non vengono a ravanare nelle mie tasche dove vanno?

Te Deum laudamus, liberaci dal doping ma non solo da quello che gli atleti si sparano in vena per vincere, ma anche dai professionisti dell’anti-doping che sono ancora più pericolosi. I primi fanno male a se stessi, i secondi a tutti noi.

Te Deum laudamus ma salvaci dalle ipocrisie e dai luoghi comuni, dai “feroci conduttori di trasmissioni false” (Guccini, Cyrano), dai profeti un tanto al chilo, da quelli che pontificano dall’attico.

Te Deum laudamus per Federica Pellegrini. Ogni tanto qualcuno mi dice “com’è antipatica”. A parte che non è vero, meno male che un giorno qualcuno l’ha buttata in acqua.

Te Deum laudamus e liberaci dalla smania dell’intercettazione. Non solo da quella autorizzata (?), ma anche da quella selvaggia, liberaci da quelli che fotografano, filmano e registrano tutto. Un paese di spie.

Te Deum laudamus perché pare che l’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse sia finita. Non se ne poteva più. Anni e anni, ma alla fine ci sono sempre le stesse partite, gli stessi nomi, con Conte a fare da specchietto per i media.

Te Deum laudamus perché sono andato in pensione (5). Significa che ho una certa età e ho vissuto l’epoca delle cabine telefoniche, dei gettoni, delle cartine geografiche, del muovere il culo altrimenti non portavi a casa niente. Ragazzi dai trent’anni in giù, vi siete persi qualcosa.

Foto Ansa


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