Tav, volano gli stracci nel Pd (vedi come si finisce a inseguire Grillo?)

Dopo la manifestazione e il convegno di sabato, si scontrano le due anime del partito: quella pro Tav piemontese e quella anti-Tav che sperava in un baratto con l’M5S

Il Partito Democratico torna a dividersi sul Tav. Complice l’illusione che uno scambio tra lo stop alla Torino-Lione ed un “via libera” al Governo Bersani potesse avere una qualche possibilità. Così non è, come si è potuto sentire dalla viva voce degli esponenti grillini in visita al cantiere di Chiomonte, ma le divisioni tra i fautori del nuovo collegamento e gli scettici sono un dato di fatto. “Uno dei lasciti – commenta un anonimo uomo forte della sinistra torinese – dell’illusione che l’inseguimento di Grillo e dei suoi potesse portare qualcosa di buono al Paese ed al partito”.

Sabato mattina, nelle ore dell’immediata vigilia della manifestazione anti-Tav, al convegno organizzato dal presidente della Comunità Montana Sandro Plano hanno partecipato Laura Puppato e, via skype, Michele Emiliano. Esponenti, se non di primissimo piano, di una certa autorevolezza nel partito di Bersani. Una partecipazione che non è piaciuta affatto ai rappresentanti democratici che più si sono spesi nel sostegno alla grande opera. Riferendosi ad Emiliano, il Presidente della Provincia Antonio Saitta ha scritto su Twitter: “Da rappresentanti del mio partito mi aspetto più rispetto e informazione, meno superficialità”. Un affondo per nulla gradito al sindaco di Bari, che ha prontamente replicato: “Temo vi siate chiusi in un fortino perdendo di vista che l’unica energia che convince è la Politica, non la Polizia”. A dar man forte a Saitta, è intervenuto il senatore Stefano Esposito: “Ti riferisci all’energia politica che ha prodotto straordinari risultati elettorali in Puglia? Meno demagogia”. Parole che l’ex-magistrato ha liquidato, beccandosi da qualche follower dell’arrogante, con un “in Puglia ho sempre vinto, nonostante la pena che pugliesi provano per il Pd quando si incarna in uno come te. Mi hai rotto”.

Lo scontro tra Esposito ed Emiliano, va ricordato, procedeva da qualche giorno. Aveva, infatti, a proposito dell’intervento al convegno di Plano, scritto sul suo sito il senatore: “Puppato ed Emiliano  hanno il diritto essere contrari alla Torino-Lione. Mi auguro che sappiano con certezza di che cosa stanno parlando. In ogni caso sono a loro completa disposizione per aiutarli ad approfondire e capire. Però mi sorge spontanea una domanda: come mai l’unica grande infrastruttura sulla quale esprimono la loro contrarietà è linea ferroviaria Torino-Lione? Come mai il Mose o la Napoli-Bari, grandi infrastrutture assai più costose della Torino-Lione non li vedono altrettanto impegnati? È mai possibile che l’unica opera inutile sia una linea ferroviaria che vede favorevole la Francia e l’Ue? Mi sorge il dubbio che la demagogia sia più facile e comoda in trasferta, mentre in casa propria le opinioni cambiano”.

Anche il sindaco di Torino, Piero Fassino è a dir poco disturbato dall’accreditamento ai No Tav dei due colleghi di partito. “Ho l’impressione – ha detto – che chi è venuto da Roma o da più lontano non ha avuto informazioni sufficienti sulla Torino-Lione. Il progetto oggi in campo non è quello originario e coloro che chiedono oggi di discutere ignorano che è quattro anni e più che discutiamo e abbiamo dato delle risposte. E’ legittimo avere opinioni differenti e diverse rispetto a quelle del Pd, ma sono scelte personali che non cambiano le scelte fin qui assunte dal Pd a livello nazionale e locale. La Tav è un investimento strategico per Piemonte, Italia ed Europa. Si tratta di una grande infrastruttura che va dall’Atlantico a Mosca, uno degli assi di sviluppo della stessa Europa. E rinunciare a quest’opera rappresenterebbe un danno economico per Torino, per la Val di Susa, per il Piemonte, per il Paese. Opera che grazie all’intervento dell’Osservatorio e dell’architetto Virano è stata profondamente rivista, raccogliendo le istanze anche di parte dei sindaci della Valle, tanto che alcuni di loro, in origine contrari, ora sono a favore”.

La tensione è palpabile. Le divisioni pure. Non male per un partito che sperava di usare l’intiepidirsi sulla Tav per dividere i grillini.