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Squalo chi legge

Tarkovskij e quelle icone dell’umanità intera

Di Emiliano Ronzoni
22 Marzo 2026
Gli otto capitoli, il prologo e l’epilogo della sceneggiatura di Andrej Rublëv sono le tappe del cammino spirituale del celebre artista, ma anche l’epopea del suo popolo, di tutti i popoli
Una immagine tratta dal film “Andrej Rublëv” di Andrej Tarkovskij (1966)
Una immagine tratta dal film Andrej Rublëv di Andrej Tarkovskij (1966)

Russia, XV secolo. Teofane il Greco e Andrej Rublëv, i pittori di icone, sono in viaggio, da tempo stanno discutendo. Per Teofane l’umanità è irrimediabilmente cattiva. Con la sua pittura, afferma, lui non serve la gente ma solo Dio. Andrej non riesce a rassegnarsi: china la testa. Replica:

«Dimmi una cosa: è possibile che soltanto Uno possa fare il bene? La gente fa il male purtroppo, questo si sa. Cristo fu venduto da Giuda ma ci fu ben qualcuno disposto a comprarlo. Lo comprarono, ma non riuscirono a trovare una sola persona disposta a testimoniare contro l’innocente. I popoli hanno bisogno che qualcuno ricordi loro che sono popoli. Come i russi che hanno un solo sangue, una sola terra. Ci sarà sempre qualcuno disposto a venderti per un pugno d’argento. E la sventura si accanisce, i tartari, le carestie, la peste, e la gente lavora e lavora e lavora e poi porta la sua croce con rassegnazione senza ribellarsi, senza cercare di difendersi, si accontenta di pregare il Signore perché g...

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