Tanzania, bomba in una chiesa. Un morto e decine di feriti

Si tratta di un attentato, probabile il coinvolgimento di una cellula jihadista, ma è la prima volta che un episodio del genere si verifica nel paese. Il nunzio apostolico, scampato all’attacco: «Sono addolorato per le vittime innocenti»

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Un morto e decine di feriti, alcune fonti parlano di una cinquantina, altre di una trentina. Non c’è ancora chiarezza sul bilancio dell’esplosione avvenuta oggi poco prima dell’inizio della Messa in una chiesa cattolica in Tanzania. Quello che è certo è che a provocare il massacro è stato un ordigno, di natura sicuramente rudimentale, altrimenti il bilancio sarebbe stato ancora più grave.

I FATTI. Lo scoppio della bomba è avvenuto quando la comunità cattolica di Arusha, nel nord del paese, si apprestava a celebrare la Messa a cui stava prendendo parte anche l’arcivescovo Francisco Montecillo Padilla, nunzio apostolico in Tanzania, rimasto miracolosamente illeso. Non è ancora chiaro se l’attentato possa essere opera di una cellula jihadista. La polizia locale ha annunciato di aver posto in stato di fermo una persona. In Tanzania si sono verificate tensioni a sfondo religioso sulla costa, nella zona di Zanzibar, ma quello di un attacco ad una chiesa è un episodio assolutamente inedito.

LE PAROLE DEL NUNZIO. «Tutti sono sotto choc – ha detto il nunzio apostolico alla Radio Vaticana. Nessuno si aspettava tutto ciò. I miei sentimenti e le mie preghiere vanno in questo momento alle vittime. Sono molto addolorato per loro, vittime innocenti presenti alla celebrazione». «In Kenya – ha proseguito il prelato – sono già accadute cose simili, ma non in Tanzania. È la prima volta di una bomba esplosa durante una celebrazione liturgica. Da parte mia, come rappresentante del Papa io esprimo piena solidarietà alla Chiesa di Arusha e anche alle altre chiese cattoliche nel Paese che nel passato hanno vissuto momenti drammatici: mai una bomba in un chiesa come oggi, ma ad esempio a Zanzibar un sacerdote fu ucciso e alcune chiese cristiane sono state incendiate. Io prego per le vittime e le loro famiglie. Speriamo bene».

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