pedofilia
È ora che i cristiani guardino con più sospetto al sistema informativo che ci avvolge. Ci sono troppe cose strane. Si è fatto un baccano infernale (è il caso di dirlo) attorno alla presunta acquiescenza di Ratzinger per i casi di pedofilia nel clero. Poi si è dovuto fare marcia indietro perché era vero il contrario.
Eppure a marzo 2010, quando l'avvocato statunitense Jeff Anderson intentò la causa, i giornali di tutto il mondo gli dedicarono la prima pagina. Venerdì l'avvocato, che chiedeva cospicui risarcimenti, ha dovuto depositare una notifica di archiviazione relativa all'azione legale. L'accusa al Vaticano è così caduta nel nulla.
Il giornalista e scrittore Massimo Introvigne spiega a Tempi.it perché la denuncia di Benedetto XVI al tribunale dell'Aia è una follia mediatica e un grave autogol: «A parte che l'Aia non può accogliere la denuncia, ho fatto parte di diverse commissioni legate alla riforma del diritto canonico: per 20 anni ho sentito accusare Ratzinger di essere troppo severo con i reati di pedofilia»
Due associazioni americane denunciano alla corte penale internazionale dell'Aia papa Benedetto XVI per aver coperto e non aver impedito gli abusi omosessuali dei sacerdoti. Il Vaticano non commenta ma la posizione dei legali della Santa Sede non cambia: «Ogni vescovo ha responsabilità giuridica nella sua diocesi, la Chiesa non è una multinazionale»
Chiesa cattolica e Benedetto XVI ancora sotto l'attacco di New York Times e Spiegel. Il quotidiano americano e il settimanale tedesco prendono spunto da due notizie per accusare l'allora arcivescovo di Monaco Joseph Ratzinger di sapere tutto su padre H., il prete abusatore proveniente da Essen, e di non aver fatto niente per impedire i reati. Gli organi di informazione preparano il campo per la terza visita pastorale del Pontefice in Germania dal 22 al 25 settembre