democrazia
Nel giro di una notte il prezzo della benzina in Nigeria è raddoppiato, dopo che il presidente Goodluck Jonathan ha tolto i sussidi statali. Da 3 giorni nel paese è in atto uno sciopero generale ma il presidente ha promesso che investirà i soldi risparmiati in spesa sociale. E se qualcuno controllerà, forse nascerà una vera democrazia
Intervista all'ambasciatore Giuseppe Panocchia, profondo conoscitore delle problematiche mediterranee e medio orientali: «Non basta che l’Ue disponga di un suo ministro degli esteri se poi ai 27 manca la volontà di avere una politica estera comune. Bisognerà vedere ora se saranno capaci di scongiurare una qualsiasi frammentazione della Libia»
Di Pietro rivella all'Unità di essere riformista e liberale. Fini sa bene che non c'è limite a faziosità e indecenza. Il fondatore di Wikipedia fa sapere a Repubblica che ci sarà sempre per difendere i diritti delle persone. Bossi ha sbadigliato nove o dodici volte? Le orazioni dai quotidiani di oggi
«La Cina apre alla democrazia a parole ma nei fatti va nella direzione opposta. Il partito comunista cinese ha la pretesa di saper interpretare la sovranità popolare, ma la sua immagine è messa in crisi dalla corruzione». Guido Samarani, docente di Storia del pensiero politico della Cina moderna e contemporanea a Venezia, spiega a Tempi.it a che punto è l'auspicata "democratizzazione" della Cina
Marcello Veneziani (Il Giornale) spiega a Radio Tempi che cosa ha mandato in crisi la politica e come può risorgere: «Oggi invece c’è solo un referendum permanente, non solo sul Berlusconi politico, ma su quello privato. E questo non vale solo per l'antiberlusconismo. Bisogna partecipare, aggregarsi e rianimare così una politica spenta»
Giuseppe Zola, già assessore e prosindaco a Palazzo Marino e amico del nuovo arcivescovo di Milano card. Angelo Scola, ricorda i capannelli, «esempio di democrazia sostanziale», descritti da Scola: «Ha indicato un metodo a Milano, ci ha dato una responsabilità, magari solo quella di vivere la piazza del Duomo in modo diverso da come la viviamo ora»
Sergio Bianchi, giornalista ed esperto di Medio Oriente, non pensa, al pari di Frattini e altri politici occidentali, che la Libia diventerà mai laica e democratica: «Gli uomini su cui puntano i nostri politici appartengono alla corrente nazionalista, che però conta meno nella società rispetto ai Fratelli musulmani e ai salafiti»