angela merkel
Dopo la dura risposta tedesca a Monti, qualche domanda si impone: cosa serve tenere in piedi una Ue che non è un’unione di fatto? O una banca centrale che non svolge le funzioni di una banca centrale? O una moneta che è totalmente svincolata dai fondamentali economici della maggior parte dei paesi che rappresenta?
Monti chiede alla Germania di fare di più per aiutare l'Italia in un'intervista al Financial Times. Uno dei consiglieri della Merkel risponde: «Potete e dovete fare da soli». E il numero uno della Federazione tedesca del commercio aggiunge: «Il governo italiano è sulla strada sbagliata se crede di poter aumentare la competitività senza dure riforme»
Il sistema sta in piedi finché i prestatori “credono” ai debitori e alla loro solvibilità. Quando non si crede più, il sistema crolla. Non crollano tutti, ma i più deboli. Trascinandosi dietro la moneta comune. Anticipiamo la rubrica di Oscar Giannino che sarà pubblicata sul numero 2 di Tempi, da oggi in edicola
Dalla conversazione privata con la Merkel "rimbalza" un’ipotesi allo studio: la Bce potrebbe intervenire direttamente nel fondo salva-Stati portando liquidità inattesa. Questo sarebbe il segnale ai mercati e quello stop definitivo alla speculazione che Monti si attende e sul quale la Merkel comincia a ragionare
Monti è contento che «anche la Merkel parli di crescita» ora ma sul versante eurobond e Bce interventista ancora nulla di fatto. Ma anche per il ministro Corrado Passera «o l'Europa si dà gli strumenti che qualsiasi moneta ha, vale a dire una Banca centrale in grado di garantire la liquidità e la stabilità, oppure non ci sarà crescita, e non ci sarà occupazione»
Intervista all'economista Giacomo Vaciago sui risultati positivi della Germania. «Mi stupisco di chi si stupisce, loro hanno fatto sacrifici per dieci anni mentre noi sperperavamo i nostri soldi. È chiaro che ora siano arrabbiati con noi». Il sistema sindacale, le imprese, la filiera produttiva. Ecco perché l'Italia deve imparare dai tedeschi a elaborare strategie di lungo corso.
Monti riconosce che bisogna lavorare affinché la pressione fiscale non sia eccessiva e garantisce che vigilerà sui controlli perché siano rispettosi dei diritti, ma non accetta di essere additato come colui che ha messo le mani nelle tasche degli italiani: «Sono gli evasori a metterle in tasca agli onesti»
Per evitare manovre da 50 miliardi di euro l'anno, l'Italia propone emendamenti al Trattato europeo. Per David Carretta, corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale, siamo in ritardo e abbiamo problemi più urgenti: «Ci faranno pressione perché chiediamo un prestito al Fmi, come ha dovuto fare l'Irlanda»