Stragi che non lo erano. Il caso del Trivulzio di Milano

Un anno fa l’inchiesta di Repubblica sulla Rsa. Titoli di giornale e indignazione contro la Regione. La verità? Non è successo nulla di strano

Manifestazione davanti al Pio Albergo Trivulzio, Milano, 10 aprile 2021.
Manifestazione davanti al Pio Albergo Trivulzio, Milano, 10 aprile 2021.

Dovrebbero arrivare in questi giorni le conclusioni delle Procura di Milano sulla presunta “strage” al Pio Albergo Trivulzio di Milano. Ricordate? È ormai passato un anno da quando Repubblica, per la penna di Gad Lerner, lanciò l’allarme su quanto accadeva nel nosocomio milanese.

Titoli e titoli di giornale, pagine e pagine, servizi tv per raccontare che nella rsa si stava compiendo una mezza carneficina di vecchi. Clamore, indignazione e quel refrain automatico su Mani Pulite (dal Trivulzio partì le cosiddetta rivoluzione di Tangentopoli. Do you remember Mario Chiesa?).

La vita normale al Trivulzio

Già allora, come anche Tempi segnalò, si capiva che qualcosa che non tornava nel racconto apocalittico dei giornali, molto propensi a vedere le responsabilità di Regione Lombardia nella “strage”. Attacco politico? C’era puzza di bruciato in una certa pilotata insistenza che metteva nel centro al mirino i dottori, gli infermieri e la Regione amministrata dal centrodestra.

Ecco, l’altro giorno Tiziana Maiolo sul Riformista ha messo le cose un po’ in ordine, ricordando che «ormai da sei mesi, nella più grande casa di riposo europea non c’è traccia di Covid». La vita è ripresa normale, perciò non c’è “notizia”.

Nel frattempo «sia la relazione della Commissione voluta dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano che quella dei periti del tribunale hanno concluso che al Trivulzio non è successo niente di diverso da tutte le Rsa italiane ed europee».

Strage nascosta?

In altre parole e più spicce: la strage al Trivulzio non c’è mai stata. “La strage nascosta” di cui titolava Repubblica nell’aprile 2020 non era una “strage” e non era “nascosta”.

Già a luglio si erano capite alcune cose fondamentali:

  • Il numero dei contagiati e dei morti nella Rsa è stato inferiore alla media milanese, italiana ed europea.
  • La gestione dell’emergenza è stata in linea coi protocolli dell’Oms e dell’Iss. Il Trivulzio non ha accolto malati provenienti da altri ospedali.
  • Non è mai stato vietato l’uso di mascherine.
  • Il problema è stato l’assenteismo (65 per cento).

Come ha scritto anche il Corriere della Sera due mesi fa, «almeno a guardare i numeri, non è esistito e non esiste un caso Pio albergo Trivulzio».

Ecco, aggiungete la notizia nella casella “stragi che non lo erano”.

Foto Ansa