Lettere al direttore

Stanco di organizzare la festa natalizia in ufficio? Leggi Tempi

Di Emanuele Boffi
25 Dicembre 2025
Bisogna costruire comunità lì dove si è. Lettera di un simpatico lettore, cui sono scappati anche due abbonamenti regalo (grazie!)
Foto di An Hoang su Unsplash

Cara redazione di “bastardi”, vi chiamo così dopo aver letto i racconti di Amicone dell’ultimo numero. Lavoro da molti anni in uno studio legale, da un paio sono diventato partner. Negli ultimi anni, la festa natalizia di studio è incentrata su un momento ironico dove far emergere quanto successo nell’anno e le peculiarità dei colleghi e dei collaboratori. Quest’anno, per varie questioni, avevo deciso di sospendere l’iniziativa limitandomi a organizzare un semplice pranzo per lo scambio degli auguri, senza aggiungere altro. Questa mattina ho letto i racconti di Vietti e “la Cate” sulla vostra redazione, e ho pensato: hanno ragione loro, bisogna costruire comunità anche a lavoro. È una fatica, ma una fatica giusta e va fatta. Allora mi sono ritagliato un paio d’ore e adesso sono pronte le descrizioni ironiche di tutte le persone che lavorano con noi per valorizzare il buono che c’è in ognuno di loro. Al pranzo di Natale dello studio le leggeremo. Se non avessi letto Tempi, non l’avrei fatto. Buon Natale.
P.S. E ci sono scappati anche un paio di abbonamenti da regalare per Natale.
Alberto Biasco

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Vorrei ringraziare Carlo Simone per questo dono natalizio. La recensione de Oscar e la dama rosa mi ha talmente incuriosito e fatto desiderare di leggere il libro che, dopo aver superato l’ostacolo della libreria che mi ha detto che era esaurito da molti anni, ho chiesto a mia figlia di cercare con Amazon. L’ha trovato e ordinato. Oggi è arrivato e in poco più di un’ora me lo sono letto. Grazie di cuore e tantissimi auguri di buon Natale nell’abbraccio di Gesù Bambino. 
P.S. Ho scoperto che a luglio è stato ristampato così lo dirò alla mia libreria.

Maurizio Pasini 

***

Cari amici, i tempi drammatici che stiamo vivendo ci comprovano ancora una volta l’inconsistenza ultima dei nostri progetti e delle nostre aspettative. E noi, i nostri occhi volti verso il cielo alla ricerca di qualcuno, di qualcosa che ci liberi dalle nostre pesanti contingenze. Il Natale è l’avvenimento in cui il Mistero del cielo – a cui volgiamo il nostro sguardo, come gli uomini di tutti i tempi – ci ha rivelato il suo volto, facendosi uno di noi a cui poter guardare. Con l’augurio di un Natale di bene a voi e alle persone a voi care. 

Natale, il volto del Mistero
Passeggere come gli uomini, le foglie,
caduche, una ne nasce, l’altra si dilegua,
è l’esperienza elementare della vita

un fiore di campo che germoglia
già si dissecca nella sera,
un’inconsistenza ultima
che mentre la stringi ti abbandona.

Nondimeno, dentro il dramma
di una vita senza pace, una sfida
un accadimento irriducibile
si sottrae al provvisorio.

Dentro questa contingenza
apparentemente senza sfoci,
una svolta, l’evento del Natale!

Il Mistero, che l’uomo di ogni tempo
ha denominato Dio, è venuto,
si è curvato sul nostro nulla
chiamandoci per nome.

Una Presenza
ci ha resi familiari col Destino.

Franco Casadei

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