La stampa turca attacca il Patriarca Bartolomeo I: «Coinvolto nel golpe fallito»

Agenzia Fides: «Per la prima volta» un giornale turco (vicino a Erdogan) «ha accusato esplicitamente il leader ortodosso di essere complice» di Gülen

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Anche la Chiesa ortodossa finirà vittima della rappresaglia di Erdogan per il fallito golpe di metà luglio? Un articolo dell’Agenzia Fides sembra presagire questo fosco scenario. Secondo Fides infatti due giorni fa, martedì 30 agosto, «per la prima volta un organo di stampa turco ha accusato esplicitamente il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I di essere complice del fallito colpo di Stato».

IN PRIMA PAGINA. A costruire questa tesi, spiega l’agenzia, è stato un quotidiano considerato vicino al presidente, Aksam, che non a caso nell’articolo sposa la lettura di Ankara secondo cui il tentativo di colpo di Stato sarebbe stato orchestrato da Fethullah Gülen, il miliardario islamista autoesiliatosi negli Stati Uniti, ex alleato di Erdogan e ora suo nemico numero uno. Ebbene il giornale, scrive Fides, «ha pubblicato in prima pagina un articolo per accreditare presunte connivenze tra la Cia e il Patriarcato ecumenico con il golpe “gülenista”».

L’INDIZIO. Stando sempre a quanto riferisce l’articolo di Fides, il quotidiano turco suggerisce un collegamento tra il golpe contro Erdogan e il suo riavvicinamento a Putin. E come «indizio del presunto legame tra Bartolomeo e Gülen» cita «un articolo, attribuito ad Arthur Hughes, già ambasciatore Usa in Yemen, comparso a metà agosto sul sito www.orientalreview.org, che conteneva considerazioni sul presunto interesse del Patriarcato ecumenico ad un rovesciamento dell’apparato di potere che fa capo a Erdogan».

LA SMENTITA. Da parte sua Hughes, continua Fides, «ha smentito a stretto giro di essere l’autore dell’articolo – che quindi si configura come un falso – ottenendone l’immediata rimozione dal web», e adesso ha screditato anche la ricostruzione di Aksam. Sempre per tentare di corroborare la sua tesi, il quotidiano, conclude Fides, ha illustrato il servizio con «foto che ritraggono insieme Gülen e il Patriarca Bartolomeo, risalenti agli anni Novanta del secolo scorso».

CHIESE NEL MIRINO. A rendere preoccupante la pubblicazione di questo attacco al Patriarca Bartolomeo I sono anche i precedenti. Se l’accusa esplicita al vertice della Chiesa ortodossa è un fatto inaudito, non è però la prima volta che qualcuno approfitta della reazione al fallito colpo di Stato per prendersela con i cristiani. Come abbiamo scritto in un precedente articolo, già nei giorni immediatamente successivi al golpe, durante la “protesta popolare” in difesa di Erdogan (orchestrata dai Fratelli Musulmani) sono state prese di mira la chiesa di Santa Maria a Trebisonda (quella di don Santoro) e una chiesa protestante a Malatya, città dove nel 2007 furono sgozzati tre cristiani evangelici.

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