Tresche amorose tra frutti umanizzati e non solo: spopolano e “fanno engagement” tra la Gen Z le micro serie in pillole pensate per il consumo compulsivo da social. Con l’obiettivo, ovviamente, di fare soldi
Una fragola resta incinta dopo aver tradito il marito limone con un’amante banana. E non manca l’uva come amica invidiosa, né pesche orfane neonate, né ananas direttori d’azienda. Il fenomeno “fruit drama” potrebbe essere liquidato come una tendenza ridicola, ma è solo il tassello di un quadro meno stupido di quel che sembra.
Si tratta di storie brevissime, generate dall’intelligenza artificiale, con protagonisti animati a tema frutta e buttate nel calderone dei social. Durano un minuto e mezzo e promettono conflitto, intensità, colpi di scena: sono perfette da “scrollare”. Possono facilmente aggirare i controlli sull’età, confondendosi con un qualsiasi innocuo cartone animato, e mettere un bambino di fronte a storie assurde di sesso promiscuo, tradimenti e violenze. Che il maschio sia spesso una banana e la femmina una fragola dice molto, ma non tutto, di quello che c’è dietro.
Fruit Love Island ha una media di oltre 10 milioni di visualizzazioni per ciascuno dei suoi episodi ed è una...
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