Il caso dell’intelligenza artificiale di Anthropic solleva inquietanti interrogativi a proposito della raccolta di miliardi di dati sui cittadini americani e del loro uso da parte del governo
Ai Ai, ha cantato Dargen D’Amico a Sanremo. E il suo lamento sull’intelligenza artificiale che ci toglie incarnazione si è incrociato con fatti molto più inquietanti. Il fronte caldo dell’Iran ha fatto esplodere anche il caso Anthropic. Venerdì 27 febbraio, il giorno prima dell’attacco in Iran, il presidente Trump ha ordinato alle agenzie federali di interrompere l’uso dei prodotti Anthropic, azienda statunitense d’intelligenza artificiale il cui strumento più noto, Claude, è integrato con i database classified (riservati) del governo statunitense. Cambiare sistema implica un lavoro impegnativo e fastidioso con una fase di dismissione che per il Pentagono arriva fino a sei mesi. Nel frattempo, secondo ricostruzioni giornalistiche, le forze statunitensi avrebbero continuato a usare Claude per supportare operazioni legate agli attacchi contro l’Iran.
E qui c’è il nodo della contesa. La rottura nasce dal rifiuto di Dario Amodei (Ceo di Anthropic) di concedere un uso senza limiti del model...
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