Sono andato alla marcia per la vita e la famiglia di Verona. Ecco cosa ho visto

Ho visto un grande popolo gioioso e variopinto, non c’era un solo cartello che si esprimesse “contro” qualcuno o qualcosa: solo scritte a favore di famiglia, vita, figli, natalità. Al contrario della manifestazione del giorno precedente

Caro direttore, ebbene sì, visto che il contenuto andava bene (mai nessuna modalità è perfetta e gli uomini di Chiesa dovrebbero saperlo), sono andato alla marcia per la vita e la famiglia di Verona. Ci sono andato con un pullman di nonni, messi insieme dall’associazione Nonni 2.0. Durante il viaggio abbiamo dialogato, abbiamo recitato l’Angelus, ci siamo ridetti i motivi per cui stavamo compiendo quel gesto, molto generosamente vista l’età media delle persone presenti e visti i bombardamenti mediatici che ci consigliavano di non andare a Verona.

Dopo un viaggio tranquillo e sereno, interrotto solo un momento per motivi… idraulici (e per raccogliere una persona cinese che era stata dimenticata da un altro pullman), siamo arrivati a Verona, dove l’autista ci ha fatto scendere di fronte ad un bar che si chiama “Ostinati”, esattamente come eravamo e siamo noi! Buon inizio! Ci siamo riuniti gioiosamente ad altri amici sotto l’arco che immette nella piazza Bra ed insieme siamo andati non lontani dal palco che avrebbe ospitato gli organizzatori.

Fin da subito abbiamo potuto constatare la presenza di un grande popolo (non entro nella solita polemica sui numeri), gioioso e variopinto: c’erano giovani con la “cresta”, anziani con la cravatta, famiglie di mezza età con figli piccoli e grandi, nonni con nipoti, giovani coppie con carrozzine e biberon. Tra tanta gente, non vi era un solo cartello che si esprimesse “contro” qualcuno o qualcosa: solo scritte che si esprimevano positivamente a favore della famiglia, della vita, dei figli, della natalità, della bellezza della vita. Grande differenza con la manifestazione che si è tenuta il giorno precedente.

Stavamo partecipando ad una manifestazione pro vita e famiglia, non contro qualcuno o qualcosa. Questo aspetto è stato confermato, prima della partenza del corteo, da Massimo Gandolfini, che ha dato la parola, per un brevissimo saluto, a coloro che costituiscono il “Comitato difendiamo i nostri figli”. In tale occasione, ho avuto modo di ribadire che la famiglia viene da molto lontano, che “di generazione in generazione” è arrivata fino a noi e andrà avanti in eterno e che i nonni sono la testimonianza di questa continuità nel tempo. Intanto, ho concluso, i nonni erano lì per dire sì alla vita e alla famiglia, ma anche per dire “giù le mani dai nostri nipoti”.

Il corteo si è mosso nel centro della bellissima e luminosa Verona, in modo festoso e pacifico, inneggiando agli aspetti positivi della vita e della famiglia. È durato circa due ore ed al termine Gandolfini, con il suo stile deciso ma “moderato” (i due aspetti possono benissimo convivere, a dispetto di chi sembra preoccupato solo delle “buone maniere” e non della sostanza delle cose), ha riassunto i temi che ci attendono per il futuro (“Verona è stato solo un inizio non una fine”): famiglia (composta da uomo, donna e figli), vita, libertà di educazione, no all’utero in affitto, interlocuzione con tutti i partiti (che vogliono interloquire), protagonismo nella società, a partite dagli ambienti in cui ciascuno di noi vive e lavora, contrastando il “pensiero unico”, che sta dilagando anche in forme oramai violente.

Mi ha particolarmente colpito il modo delicato con cui Gandolfini ha invitato tutti ad aiutare le nostre autorità religiose a comprendere l’importanza e la valenza ecclesiale di tutte queste tematiche. Insomma, è stata una bellissima giornata, che ci ha fatto vedere come tutte le falsità dette da giornaloni e dai Tg in questi giorni (scandaloso il Tg1, da non più vedere) fossero fuori dalla realtà. La famiglia, infatti, guarda al futuro e non al passato. Tutti (gerarchia cattolica compresa) dovrebbero guardare alla sostanza di questo popolo presente a Verona, che pescava in Gesù e in Maria le ragioni profonde di una presenza alternativa a quella del “pensiero unico”, che costituisce, attualmente, il pericolo più grave per la verità e per le libertà, Libertas Ecclesiae compresa.

Foto Ansa