Sondaggi, Ipr: «Con la legge elettorale voluta dalla Consulta, Letta non ha più la maggioranza»

Secondo una simulazione con la soglia di sbarramento del 4 per cento e senza premi di maggioranza, Sc sarebbe fuori dal Parlamento e alla Camera Pd e Ncd arriverebbero a 304 seggi

Secondo un sondaggio di Ipr Marketing per Ansa il Governo Letta sarebbe già senza maggioranza se venisse applicata la legge elettorale secondo le modifiche indicate dalla Consulta. Ipr ha calcolato una virtuale distribuzione dei seggi, in base ai voti espressi nelle ultime consultazioni, calcolando la soglia di sbarramento al 4 per cento e nessun premio di maggioranza: risulterebbero così alla Camera 261 seggi al Pd, 167 al Movimento cinque stelle, 159 a Forza Italia e 43 al Nuovo centrodestra: resterebbe fuori, addirittura, Scelta civica. In questo contesto, chiaramente neppure la grande coalizione Pd-Ncd basterebbe a garantire la fiducia al Governo, contando appena 304 deputi, contro i 316 necessari alla maggioranza.

ALFANO: NO A MATTARELLUM E PORCELLUM. Intanto il segretario di Ncd, Angelino Alfano via tweet ha commentato le motivazioni della sentenza della Consulta dicendo “No a candidati paracadutati in collegi (Mattarellum), no a liste bloccate (Porcellum). Cittadino deve scegliere eletto e premier”. Intanto il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi (Ncd) ha rilanciato: «Noi come Ncd mettiamo la freccia e superiamo Renzi: abbiamo letto con attenzione le considerazioni della Consulta, la legge elettorale si può e si deve fare. Ci sono tre proposte sul tavolo, e mi sembra che su una ci sia più convergenza,  ci sono le condizioni perché nessuno giochi più a parole a chi è più riformista ma per dare segnali veri».

ESPERTI DIVISI. Ci sono invece molte divisioni all’interno del gruppo degli esperti che sono stati ascoltati oggi in commissione Affari costituzionali. Tra i costituzionalisti che sono stati ascoltati e hanno espresso critiche Mario Dogliani, Andrea Morrone, Cesare Pinelli, Gino Scaccia, Salvatore Vassallo e Niccolò Zanon e Felice Besostri, uno dei due avvocati promotori del ricorso davanti alla Corte contro il Porcellum. Dogliani ha accusato la sentenza di «Acrobazione verbali», Vassallo in modo ancora più diretto ha dichiarato che «la Corte ha fatto una cosa giuridicamente abnorme», ma almeno ha “salvaro” e dichiarato costituzionali i tre sistemi in questo momento al centro della discussione politica (modello alla spagnola, Mattarellum, doppio turno). La commissione è rimasta divisa tra i membri Dogliani, Pinelli e Zanon, sostenitori del doppio turno, e Morrone e Vassallo che sostengono il Mattarellum.