Solidarietà a regola d’arte. La mostra per il Banco Farmaceutico

Intervista al pittore Francesco Zavatta che ha realizzato un quadro in favore di un’esposizione il cui ricavato sarà devoluto al Banco

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quiete dopo la tempesta 100x150cm olio su tela francesco zavatta

È stata inaugurata il 28 aprile a Milano la mostra pensata dal Banco Farmaceutico “Solidarietà a regola d’arte. Il bisogno dell’uomo visto dagli occhi degli artisti”, nell’ex fornace dei Navigli a Milano, aperta fino al 7 maggio. Il 3 maggio alle ore 18.30 sarà presentata dal critico d’arte Philippe Daverio, e per tutta la durata dell’esposizione sarà possibile acquistare i quadri e le foto che 21 artisti emergenti hanno realizzato per il Banco Farmaceutico, al quale andranno parte dei proventi delle vendite.
Tra i nomi scelti per l’evento spicca quello di Francesco Zavatta, giovane brianzolo con una predilezione per i paesaggi urbani milanesi. Il pittore racconta a tempi.it perché ha deciso di aderire all’iniziativa e che tipo di opera ha realizzato: «Sono stato contattato dal Banco Farmaceutico, e quando ho sentito che il tema della mostra era la solidarietà, il bisogno dell’uomo, la carità, ho deciso di dire di sì. In questo momento sto realizzando molte opere su commissione, mi sembrava che quello che mi chiedeva Banco Farmaceutico fosse in linea con ciò che stavo già cercando di fare».

LA MADONNINA. Zavatta ha dipinto un olio su tela (100×150) intitolato “La quiete dopo la tempesta” (in foto in pagina), e il soggetto è quello caro alla sua arte, il Duomo. Una Madonnina dorata si staglia su un cielo rosso e guarda giù, tra i fili del tram e il caos della metropoli: «Quando ho sentito che avrei dovuto realizzare un’opera a tema solidarietà e carità ho pensato subito al Duomo, alla complessità della sua storia. Alla domanda che avevano coloro che hanno preso parte alla sua costruzione, al bisogno di carità, di essere voluti bene da Qualcuno».
La Madonnina in sé è stata protagonista di tante tele create da Zavatta, che non si stanca di raffigurarla: «Non ci si può stancare. Ogni volta che osservo il Duomo porto con me i sentimenti che vivo in quel giorno, per questo sarà sempre diverso il mio sguardo, e di conseguenza il modo che avrò di ritrarlo su tela. Il titolo dell’opera “La quiete dopo la tempesta” riassume proprio tutto questo: la vita di tutti i giorni potrà essere sempre piena di tribolazioni, ma alzando gli occhi verso il cielo e la Madonnina si ritrova il senso. Come un rinascere di continuo dopo una dura lotta».

Milano, Alzaia Naviglio Pavese 16 | 28 aprile – 7 maggio, 9-12,30/13,30-20


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