Siria: tank di Assad nelle città, oltre 5 mila scappano in Turchia – Rassegna stampa/1

Secondo l’opposizione almeno 40 persone sono state uccise nella città di Jisr al Shughur dall’esercito del presidente Assad, appoggiato da elicotteri e carri armati. Duri scontri anche ad Ar-Rastan e Idlib, da dove più di 5 mila persone sono fuggite nella confinante Turchia. Un soldato che ha disertato: «Noi non abbiamo visto gente armata. Ci hanno ordinato di sparare sulla gente»

Dopo quattro giorni di combattimenti tra i ribelli e le forze del presidente Bashar al Assad, l’esercito siriano, supportato dai carri armati ed elicotteri con mitragliatrici, ha piegato la resistenza della città di Jisr al Shughur. Il regime siriano dimostra così di avere in mano il controllo del paese. L’opposizione parla di 40 persone uccise, mentre stanno scappando in Turchia più di 5 mila persone. Colpiti anche gli ospedali.

“A Jisr al Shughur la rivolta siriana ha fatto un salto di qualità, in senso militare. I carri armati hanno dovuto forzare una linea difensiva allestita dai ribelli, che secondo il regime disponevano anche di armi anti-tank, tutto intorno all’abitato e poi sono penetrati verso il centro” (Stampa, p. 13).

“Nei giorni scorsi erano state prese d’assalto anche Ar-Rastan, vicino a Homs, la terza città del paese, e Idlib, al confine con la Turchia. Gli scontri hanno spinto 5 mila profughi oltre la frontiera. Ieri ne sono arrivati altri 400. Tra loro anche alcuni soldati disertori, che hanno parlato alla tv panaraba Al Arabiya, mostrato i loro documenti per provare l’identità. Tahal Al Lush, un coscritto, ha parlato delle operazioni ad Ar-Rastan: «Ci avevano detto che c’era gente armata in città. Ma quando siamo arrivati abbiamo visto solo civili. Ci hanno ordinato di sparare sulla gente. Alcuni reparti sono entrati nelle case e hanno aperto il fuoco su uomini, donne, bambini. Non ho resistito. Sono scappato attraverso il deserto»” (Stampa, p. 13).

L’Onu ha pronta da giorni una risoluzione di condanna della Siria, abbozzata da Francia e Gran Bretagna, ma ancora non ha agito in alcun modo. Intanto il segretario generale Ban Ki-moon ha dichiarato: «Così tante persone sono state uccise: sono molto preoccupato, amareggiato». Washington in una nota chiede che cessino le violenze e che la Siria faccia entrare nel paese la Croce rossa internazionale.