Siria, donne e ragazzi prigionieri di Is

Ora jihadisti giocano la carta della rappresaglia mirata ai civili. I miliziani di Al Baghdadi hanno rapito ieri circa trenta persone e minacciano di ucciderli tutti

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tratto dall’Osservatore Romano – Sul punto di abbandonare anche le ultime sacche di resistenza nel sud della Siria, lo stato islamico (Is) gioca la carta della rappresaglia mirata ai civili. I miliziani di Al Baghdadi hanno rapito l’altro ieri circa trenta persone tra donne, ragazze e ragazzi nella regione di Suwayda, già sconvolta nei giorni scorsi da una serie di attacchi che hanno causato oltre duecento vittime. La regione di Suwayda confina con la Giordania e non è lontana dal confine con Israele: rappresenta l’ultima grande roccaforte degli uomini dell’Is nel sud della Siria.
MINACCIANO DI UCCIDERE GLI OSTAGGI. Le autorità locali hanno diffuso informazioni più precise sui prigionieri dell’Is: si tratta di venti donne di età tra i 18 e i 60 anni, a cui si aggiungono sedici tra ragazze e ragazzi. L’Is aveva diffuso un video di uno degli ostaggi: la donna prigioniera chiedeva alle forze governative di interrompere l’offensiva contro la valle dello Yarmuk. Nel filmato, i miliziani minacciavano di uccidere tutti gli ostaggi. Una delle donne prigioniere è stata ritrovata morta, uccisa con un colpo di arma da fuoco al capo, mentre un’altra, anziana, è morta mentre tentava di fuggire. Rappresentanti della città di Suwayda ed esponenti religiosi della zona sono in contatto con mediatori per negoziare il rilascio degli ostaggi.
LA MARCIA A SUD-OVEST. Intanto le forze governative, sostenute dall’aviazione russa, avanzano nel sud-ovest della Siria. Secondo fonti locali, l’offensiva di Damasco si concentra sul distretto di Shajara e su quelli limitrofi di Abdin e Kuya, lungo il fiume Yarmuk che in quella zona divide la Siria dalla Giordania e dalle alture del Golan controllate da Israele. È un’area dove rimangono circa quattromila civili e che da anni è fuori dal controllo governativo. Qui il gruppo jihadista più attivo è l’Esercito di Khaled ben Walid, una milizia affiliatasi all’Is.
Foto Ansa

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