Siria, attentato dell’Isis contro una chiesa a Qamishli: 12 cristiani feriti

L’attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico, che voleva colpire i «cristiani belligeranti». Nonostante il Califfato sia stato sconfitto a marzo, alcune sacche di jihadisti operano ancora nella parte orientale del paese

Un’autobomba è esplosa ieri davanti a una chiesa di Qamishli (Hasaka), nel nordest della Siria, città sotto il controllo del governo di Bashar al-Assad. Dodici cristiani del quartiere di Al Wasta sono rimasti feriti e l’attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico. Lo stesso giorno si è verificato un altro attentato ad Hasaka, anche questo senza vittime.

La società americana Site, che monitora le attività jihadiste, ha scritto di aver intercettato le comunicazioni dei terroristi, durante le quali rivendicavano l’attacco contro «i cristiani belligeranti», riporta l’Afp. La sconfitta del Califfato è stata dichiarata a marzo dalle Forze democratiche siriane, composte soprattutto da milizie curde, che con l’appoggio degli Stati Uniti hanno strappato gli ultimi territori nella parte orientale della Siria all’Isis. Alcune sacche di terroristi però rimangono ancora attiva nel vaso deserto di Badia e in altre aree controllate dai curdi.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, tre delle persone ferite sono «in condizioni critiche». La chiesa colpita dall’attentato è rimasta perlopiù intatta, anche se il cancello di ingresso è rimasto sventrato dall’esplosione.