Sinodo. Papa Francesco tra le tentazioni dei «tradizionalisti» e dei «progressisti» con la loro «misericordia ingannatrice»

Per il Papa «il Sinodo mai ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e la procreatività, ossia l’apertura alla vita»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il Sinodo straordinario sulla famiglia si è chiuso sabato e la relazione finale, molto diversa dalla Relatio post disceptationem, è stata pubblicata per volere di papa Francesco, che ha chiesto di diffondere anche i risultati delle singole votazioni. Tutti e 62 i paragrafi sono stati approvati a maggioranza assoluta, ma tre non hanno ricevuto la maggioranza qualificati dei due terzi: i numeri 52 (comunione ai divorziati risposati), 53 (concetto di comunione spirituale) e 55 (persone omosessuali).

TENTAZIONE DEI TRADIZIONALISTI. Nel suo discorso finale, papa Francesco ha messo in guardia da due tentazioni: la prima è «l’irrigidimento ostile, cioè il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese (lo spirito); dentro la legge, dentro la certezza di ciò che conosciamo e non di ciò che dobbiamo ancora imparare e raggiungere. Dal tempo di Gesù, è la tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei cosiddetti – oggi – tradizionalisti e anche degli intellettualisti».

TENTAZIONE DEI PROGRESSISTI. La seconda è quella del «buonismo distruttivo», «tentazione dei timorosi e anche dei cosiddetti progressisti e liberalisti che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici». Questa è la tentazione di chi vuole scendere dalla Croce «per accontentare la gente» invece di «rimanerci per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio».

«SUPERARE LE DIVISIONI». Con questo atteggiamento, scrive sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia, il Papa ha ritenuto «urgente richiamare la Chiesa al superamento di quelle divisioni apparse così evidenti proprio durante i lavori del Sinodo. Ma più al fondo» ha cercato «di chiamarsi fuori da divisioni e dispute che hanno il loro teatro di elezione negli episcopati delle Chiese dell’ultrasecolarizzato Occidente euro-americano, ma che negli altri luoghi del pianeta dove vive e opera il cattolicesimo finiscono per significare poco o nulla».

«MAI IN DISCUSSIONE LE VERITÀ FONDAMENTALI». Papa Francesco ieri, durante la beatificazione in piazza San Pietro di Paolo VI, ha chiesto di «vincere il timore che spesso proviamo di fronte alle sorprese di Dio. Lui non ha paura delle novità. Per questo, continuamente ci sorprende, aprendoci e conducendoci a vie impensate». Per sapere quali saranno queste vie bisognerà aspettare il Sinodo dell’ottobre dell’anno prossimo, per il quale la Relatio Synodi farà da base di discussione. Il Papa ci ha tenuto a ricordare che «il Sinodo mai ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e la procreatività, ossia l’apertura alla vita» e che la Chiesa non ha «paura di mangiare e di bere con le prostitute e i pubblicani e ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •