Simone: San Francesco riletto da noi carcerati

«Domenica a Messa il prete ha parlato di san Francesco…». Un esempio di “carcerite”, la lettura della vita secondo i reati di cui sei accusato. Trentunesima lettera da San Vittore

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Trentunesima lettera inviata a tempi.it da Antonio Simone, detenuto nel carcere di San Vittore a Milano. Qui trovate alcuni degli articoli scritti su di lui da Marina Corradi, Eugenio Borgna, Giuliano Ferrara e l’interrogazione parlamentare presentata alla Camera da alcuni deputati. Qui trovate le lettere che monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, e Mimmo, ex compagno di cella, hanno scritto a Simone. 

Domenica a Messa il prete ha parlato di san Francesco.
Il padre di Francesco è un ricco imprenditore e commerciante. La madre è francese e questo spiega il perché lo chiamano “Francesco”.
Il padre commerciante, grazie alla esterovestizione della moglie, è un noto evasore. Francesco usufruisce del patrimonio del padre e si scopre indagato per riciclaggio. Così lancia i vestiti e i soldi dalle finestre del palazzo (occultamento delle prove) e decide di partire (pericolo di fuga). Invece di arrestarlo e tenerlo in custodia (condanna) preventiva, lo fanno patrono d’Italia. Sarà che non ha incontrato i miei pm o che allora non c’era ancora Berlusconi?
Questo è un esempio di “carcerite”, la lettura della vita secondo i reati di cui sei accusato.

La storia continua col fatto che, durante il cammino (fuga), Francesco chiede all’amico che lo segue (c’è sempre il coimputato) di stare in silenzio. Anzi, per la verità, gli chiede di pregare.
Dopo due ore di viaggio, il compagno gli dice: «Io ho detto 250 Padre Nostro». E Francesco risponde: «Io mi sono fermato a “padre”. Non sono riuscito ad andare avanti. Che grande cosa poter chiamare Dio con la parola “padre”».

Antonio Simone

Lettere precedenti:

30. Il segreto (rivoluzionario) del nuovo compagno di cella

29. Quando Repubblica mi chiederà scusa?

28. La preghiera non è superstizione, ma domanda

27. Leggere “L’annuncio a Maria” dietro mura alte 5 metri

26. Sono un corpo sequestrato perché non dico “tutto”

25. Devo mentire su Formigoni per uscire?

24. L’autolesionismo e una domanda: perché fare il bene?

23. Il carcere può esser casa se l’orizzonte è l’infinito

22. Per le vostre preghiere ho vergogna e vi ringrazio

21. Il gioco dei 30, 50, 70, 100 milioni

20. Lo sciopero della fame, i cani e la spending review

19. Sciopero della fame. Appello da San Vittore

18. Che me ne faccio del prete in carcere?

17. In carcere l’Italia gioca in trasferta e comandano gli albanesi

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8. Cresima in carcere con trans. Sono contento

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6. In quel buio che pare inghiottirmi, io ci sono

5. La rissa e l’evirazione. Storie di ordinaria follia a San Vittore

4. Io, nel pestaggio in carcere con cinghie e punteruoli

3. «Ezio Mauro, se vuoi farmi qualche domanda, sono pronto»

2. Anche da un peccato può nascere un po’ più di umanità

1. Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica

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