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Sii terra ora

Di Marina Corradi
30 Novembre 2025
Occorre che la terra sia aperta ad aria nuova, e spezzata, quasi crudelmente. La vita ricomincerà dentro quelle crepe. Forse il tempo della vita serve a ridurci in frammenti, per potere accogliere vita nuova?
La terra di un campo dopo essere stata arata

12 ottobre, Monferrato. Fa ancora caldo, ma la terra sa che l’estate è finita. I girasoli alti quasi come uomini, anneriti dal solleone, se ne stanno in fila come un esercito. Le corolle pesanti reclinate sembrano capi chini di soldati sconfitti.  Le rose, ancora, sbocciano, più pallide. Le viti americane sono splendide, del colore del sangue. Ma oggi ho guardato la terra dei campi già rivoltati, e per la prima volta mi è sembrata molto bella. Bella la nudità delle zolle frantumate, nella loro assoluta povertà. Non hanno più messe né foglie, non hanno più niente. Solo creta indurita e riarsa, in questo ultimo sole. La terra consumata, spogliata e annichilita, diresti. Eppure come è bella, in questo suo starsene aperta al cielo, qualunque cosa ne venga: pioggia, gelo, neve, semi randagi portati dal vento. Prima di essere seminata la terra va ribaltata, scomposta, ridotta in frammenti. Proprio in quelle spaccature nere troveranno dimora i semi della futura stagione.  Non ci avevo ma...

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