Sicilia, fondi Ue a rischio. Crocetta accusa la burocrazia, ma le opposizioni compatte: «La responsabilità è sua»

Una mozione firmata da Pdl e M5S censura il governatore per lo spreco dei finanziamenti europei. Musumeci a tempi.it: «La “rivoluzione” di Crocetta? In continuità con Lombardo»

In Sicilia le opposizioni si compattano contro il governatore Rosario Crocetta per lo scandalo dei fondi europei. Come ricostruito ieri da tempi.it, la Regione rischia di dover restituire a Bruxelles 600 milioni di euro di finanziamenti per non aver saputo presentare adeguati progetti di spesa. E adesso tutti i parlamentari siciliani della minoranza, dal Pdl al Movimento Cinque Stelle, hanno firmato una mozione di censura a Crocetta, che ha sempre additato l’inefficienza della burocrazia regionale come principale colpevole dell’assurdo spreco. Secondo le opposizioni, però, quello dei funzionari negligenti sarebbe solo «un alibi» e Crocetta in realtà «cerca di scrollarsi di dosso la responsabilità della mancata programmazione». Dice a tempi.it il principale avversario politico del governatore, Nello Musumeci, leader del centrodestra: «Si registra una continuità di metodo tra il governo della conservazione di Raffaele Lombardo e questo della “rivoluzione” di Crocetta».

Cosa sta succedendo? Com’è stato possibile programmare così male la spesa dei fondi Fesr da arrivare al rischio di perderli?
L’utilizzo dei fondi strutturali che l’Unione Europea mette a disposizione della Sicilia appare ancora insufficiente per responsabiltià soprattutto del governo regionale, che ha dimostrato di non avere una capacità di programmazione e una adeguata struttura che consenta il pieno utilizzo delle risorse. Tutto questo ci appare come un delitto mentre in Sicilia cresce il tasso di disoccupazione e le imprese sono ormai ridotte all’osso.

Ma la colpa non è anche dei dirigenti dei vari settori, responsabili dell’indizione dei bandi e dell’approvazione dei progetti, quindi della gestione dei fondi?
Certo. Ma anche di Crocetta, che si dice leader della rivoluzione.

Lei, come Crocetta, è stato europarlamantare. Non ha denunciato prima d’oggi questo problema? I progetti per la spesa dei fondi avrebbero dovuto essere presentati già nel 2007, all’epoca di Cuffaro, e durante il precedente governo di Lombardo. Non è vero che Crocetta eredita solo le mancanze dei predecessori?
Ho denunciato eccome questo problema in passato. E non a caso sono stato oppositore tanto di Lombardo quanto di Cuffaro. Ho tutta la credibilità per parlare, mentre così non è per Crocetta, il cui partito ha sostenuto il governo Lombardo. È una vecchia solfa questa del mancato uso dei fondi europei, che ho denunciato per anni. Ma fino a che la pancia non ha fatto male per la fame, non si è prestata attenzione a questo flusso di soldi sprecato.

I critici osservano che manca una cabina di regia per l’impiego dei fondi, e che si è prodotta una miriade di bandi rimasti incontrollabili e incontrollati.
È vero, non c’è una cabina di regia, c’è un gravissimo deficit di democrazia, di partecipazione dal basso. C’è anche il problema che ci sono decine e decine di obiettivi da raggiungere per i fondi europei, le cosidette “misure”: basterebbe ridurle mantenendo solo quelle essenziali. Pensiamo poi, ad esempio, che da quando viene pubblicato un bando a quando vengono pubblicate le graduatorie di chi ha ottenuto i fondi, possono passare anche due anni, un’eternità per un imprenditore. La cosa più grave, comunque, è che alla programmazione dei fondi strutturali non partecipano i deputati eletti dal popolo. Bisognerebbe mettere il parlamentino siciliano in condizione di avere un ruolo nella gestione di questi fondi, compito che finora è rimasto riservato solo a tre o quattro alti dirigenti del dipartimento della programmazione. In ogni caso, per Crocetta resta un problema politico, quello che abbiamo denunciato con la mozione.

Quale?
A Catania ho fatto il presidente della Provincia: ero io che rispondevo dei risultati amministrativi dell’ente, non i dirigenti. Bisogna sempre ricordare che non è la burocrazia che può condizionare la politica: se un ufficio non funziona, la responsabilità è politica. Crocetta è stato eletto con il consenso dei siciliani, ed è lui il responsabile oggi. Non può fare scaricabarile. L’opposizione è convinta che il suo governo si sia fatto trovare impreparato, in una sorta di continuità di metodo tra il governo della conservazione di Lombardo e quello della “rivoluzione” di Crocetta. Prendiamo atto di questa continuità e chiediamo che Crocetta si assuma la responsabilità delle cose non fatte. Noi chiediamo che le imprese siano messe in condizione di accedere ai fondi, ma il nostro compito, da opposizione, è vigilare e denunciare, non fare proposte di governo. Questo spetta, per l’appunto, a Crocetta.