«Albertini è integro e riformista. Lombardia e Lega non mi piacciono assieme»

Andrée Ruth Shammah, responsabile del Teatro Parenti di Milano, ha firmato l’appello per la candidatura dell’ex sindaco di Milano: «Non è consumato dalla politica, è fresco».

Tra le varie personalità lombarde che hanno firmato l’appello per la candidatura di Gabriele Albertini, già sindaco di Milano e oggi europarlamentare del Pdl, spicca il nome di Andrée Ruth Shammah, responsabile del teatro Franco Parenti. Tempi.it le ha voluto chiedere le ragioni della sua adesione.

Perché ha firmato la petizione per la candidatura di Albertini?
Albertini mi sembra – in questo momento dove dalla politica viene fuori di tutto e di più – una persona la cui integrità non si possa discutere. Ha fatto molto bene come sindaco di Milano, sia nel primo sia nel secondo mandato. Al governo della Lombardia deve esserci una persona equilibrata capace di porsi fuori delle parti, ma non contro tutti. È per questo che spingo per Albertini.

Da milanese, che parere ha su Albertini?
È un indipendente che non tradisce le sue origini. È un uomo che pensa con la sua testa, difficile da strumentalizzare, tanto meno da utilizzare. In questo momento c’è la grande possibilità dell’Expo, e una persona capace di dialogare serve. Albertini mi pare una persona che possa parlare con il sindaco Giuliano Pisapia e un accordo in vista del 2015 non sarebbe male. Se Albertini decide di rimboccarsi le maniche, è un bene per tutti. Non è il “nuovo che avanza”, era già nuovo quando è andato a fare il sindaco. Non è un consumato della politica, ha ancora una grandissima freschezza intellettuale. Non arriva dalle gavette dei partiti. Non è disponibile a compromessi.

E Maroni?
È un’altra questione ed è l’altro nodo per cui appoggio Albertini. Il leghista rappresenta una grande preoccupazione. Non lui personalmente, che è persona per bene, ma dal punto di vista culturale. Lombardia e Lega non mi piacciono insieme. Credo che la cultura lombarda non possa accettare di essere difesa dai leghisti: hanno valori diversi. Gabriele Albertini no. E di lui mi piace anche che deleghi ad altri i lavori di cui crede non saperne abbastanza. Dà grande spazio agli assessori. È un riformista.