Se fai milioni di dollari è ovvio che tuo marito si senta un essere inferiore

Forse che io gli ho mai fatto pesare che sul conto corrente a doppia firma entrano solo bonifici diretti a me?

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Judy-Sheindlin

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Cara Guia, non è da me chiedere consigli, sapessi anzi come disprezzo quelli che (me) ne chiedono. Ti esporrò quindi brevemente il mio caso solo acciocché tu possa confermarmi che ho ragione, diamine.  Sono sposata con un uomo che dovrebbe ringraziare la propria fortuna. Intanto guadagno più di lui. Poi sono un fiorellino di neanche 75 anni (mentre lui è un vegliardo di quasi 84). Infine, me lo sono ripreso. Ci crederesti? Quell’ingrato osò cornificarmi. Divorziammo. Poi ci siamo risposati. Sai, quelle follie che fai quando sei un’emergente sulla cinquantina e vuoi sentirti un po’ Liz Taylor.

guia-SonciniInsomma, adesso viene fuori che mi cornificherebbe di nuovo. Figli e nipoti m’implorano di lasciar perdere, dicono che sono tutti pettegolezzi, che chi vuoi che se lo pigli, che anche nel caso non sarebbero corna ma Cialis. Io però mi sono impuntata. Sono una ragazza perbene, esigo il rispetto che merito.

Forse che io gli ho mai fatto pesare che sul conto corrente a doppia firma entrano solo bonifici diretti a me? Forse che gli ho mai rinfacciato i suoi fallimentari tentativi di emulare la mia carriera televisiva? Forse che gli ricordo quotidianamente che potrei avere chiunque e mi accontento di lui? (Be’, questo in realtà sì, ma mi pare il minimo, no?).

E lui, allora, perché invece deve farmi pesare il suo avere moltissimo tempo libero e il lusso di sprecarlo correndo dietro alle sottane? E poi: quando torno dagli studi televisivi non ho forse il diritto di trovare a casa un marito che mi prepari da bere? Insomma, cosa mi sono sposata a fare se non posso mai dare una serata libera alla cameriera?
[Judy Sheindlin New York]

Cara giudice (mi perdoni ma proprio non riesco a chiamarla confidenzialmente per nome), che coincidenza. Proprio la settimana scorsa, dopo aver letto una notizia che riguardava il Forum americano, il suo Judge Judy, ho approfondito la sua biografia.Riepilogo per chi dovesse sbirciare la nostra corrispondenza. Lei fa questo programma, in cui giudica casi di cattivo vicinato e altre vicende spicciole, da una ventina d’anni. Non sono riuscita a trovare la cifra esatta che la rende l’essere umano più pagato della tv americana, ma i numeri riportati nei vari articoli oscillano tra i 40 e i 50.
Milioni.
Di dollari.
L’anno.
Chissà cosa dice il Michele Anzaldi d’America.

Ma non distraiamoci. Già una moglie che guadagni così tanto complesserebbe anche mariti meno d’insuccesso del suo. Ma c’è un dettaglio in più, e riguarda la notizia che ha attirato la mia attenzione la settimana scorsa. No, non la notizia delle corna che le farebbe lo stolto; una più interessante questione di trattative.

C’è una noiosissima causa in corso, tra la Cbs (che trasmette il suo programma) e una società di produzione (che, a quanto ho capito, incassa comunque una frazione dei proventi pur senza aver mai contribuito al successo del format; e, invece di starsene schiscia, chiede una percentuale maggiore). L’hanno chiamata a testimoniare, in una delle udienze. Naturalmente ha detto che quella società di produzione non serve a niente («Potrei produrmelo da sola e incassare altri 20 milioni, ma per farmene che?»). Poi ha raccontato come ogni anno avviene il suo rinnovo contrattuale.

Va a cena col capo della Cbs, gli consegna una busta. Dentro ci sono le sue richieste per la nuova stagione: più soldi, più staff, più cotillon. «Ma non aprirla ora: godiamoci la cena, poi leggi con calma, domattina mi chiami, e se ti vanno bene le mie condizioni bene, e sennò vuol dire che me lo produco da sola e lo vendo a qualcun altro».

Ecco, signora giudice, io temo che il mondo sia pieno di donne che s’illudono d’ottenere aumenti sbattendo gli occhioni, e ritengono normale frignare se non li ottengono. E temo che con tutte quelle donne suo marito possa finalmente non sentirsi inferiore. Suo marito, o un marito qualunque. Non mi viene in mente un uomo che possa tenerle testa. Tanto vale tenersi quello che ha già. 

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