Dove nel decreto scuola si parla di scuole paritarie? Solo nell’articolo sul divieto di fumo in classe

Dei quasi 400 milioni destinati dal Governo all’istruzione esiguo è il contributo destinato alle scuole non statali. Nessun aiuto neanche per gli insegnanti di sostegno ai disabili

Decreto scuola, chi manca? Le paritarie. La denuncia, di cui Tempi aveva già parlato, ieri ha ricevuto ulteriore conferma direttamente dai rappresentanti delle associazioni dei gestori di istituti scolastici non statali, riuniti durante l’audizione alla VII commissione della Camera. Il decreto accorderà poco meno di 400 milioni in tre anni a tutto il mondo dell’istruzione, ma solo una volta il testo parla degli istituti non statali, ossia nell’articolo relativo al divieto di fumo a scuola. Per il resto, ogni altra erogazione è destinata esclusivamente a spese per «istituzioni scolastiche statali»: laboratori, acquisto di libri, wireless.

NIENTE SOSTEGNO AI DISABILI. Anche per quanto riguarda il sostegno agli studenti disabili, il contributo non sarà rivolto agli istituti paritari, ma solo al potenziamento degli insegnanti di sostegno nelle scuole statali: «Se tale previsione esprime un’attenzione ai diritti degli alunni disabili, ci permettiamo di ricordare che ci sono anche 11.878 alunni disabili che frequentano le paritarie», è stato il commento su Avvenire di Marco Masi, presidente di CdO-Opere educative-Foe. «L’onere per l’insegnante di sostegno in tali realtà, a parte il caso delle primarie convenzionate, è a totale carico delle famiglie e delle scuole. Anche in questo caso se è il diritto dell’alunno quello che si vuole tutelare maggiormente, dobbiamo rivendicare l’assoluta parità di diritti per tutti gli alunni disabili, qualunque sia la scuola frequentata».

LO STATO RISPARMIA 6 MILIARDI. Tutto ciò si aggiunge ad un conto già salato per le scuole paritarie, appesantito anche dalle mancate esenzioni da imposte come Imu, Ici e Tares e dal rischio di nuovi tagli. Lo Stato concede già poco a questo genere di scuole, sebbene offrano un servizio che fa risparmiare quasi 6 miliardi di euro, e sebbene vi sia una legge del 2000 che riconosce la parità tra scuole private e statali.
«Escludere la scuola paritaria da ogni forma di finanziamento e di sostegno pubblico significa decretare la fine del suo servizio nei confronti di oltre un milione di bambini e di ragazzi», è l’allarme di don Francesco Macrì, presidente nazionale di Fidae. Si rischia anche «la perdita di oltre 100 mila docenti e non docenti, la contrazione e l’indebolimento della rete scolastica nazionale come servizio diffusivo sul territorio. Un risultato che dovrebbe allarmare chiunque abbia responsabilità decisionali».