Scola: «L’aborto non è un diritto ma una sconfitta. La vita va difesa sempre e in ogni momento» [link url=https://www.tempi.it/scola-aborto-non-e-un-diritto-ma-una-sconfitta-la-vita-va-difesa-sempre-e-in-ogni-momento#.UrQIDGTuJQZ]Video[/link]

Visita dell’arcivescovo alla Mangiagalli. «Il mio grazie va a chi, anche nei centri di aiuto per la vita, lavora per escludere l’aborto»

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«L’aborto è una sconfitta, non un diritto, e bisogna lavorare per evitarlo in tutti i modi». Lo ha detto ieri il cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola, durante una messa celebrata presso la clinica Mangiagalli, la “culla delle nascite” di Milano. La vita va difesa sempre e in ogni momento – ha aggiunto – e il mio grazie va a chi, anche nei centri di aiuto per la vita, lavora per escludere l’aborto. Non voglio buttare la croce sulle donne, ma non si può dire che l’aborto non sia una sconfitta».

IL DOLORE INNOCENTE. Il cardinale si è recato ieri nell’ospedale milanese in occasione della festa dei Santi Innocenti che, in realtà si celebra il 28 dicembre, ma la cui ricorrenza è stata anticipata. L’arcivescovo, in precedenza, aveva visitato i reparti dell’ospedale, incontrando gli operatori sanitari e i 28 piccoli pazienti degenti del Pediatrico. «I bambini – ha detto Scola -, anche nella nostra Europa, sono una delle realtà più fragili, perché la frammentazione della nostra società non favorisce una loro crescita armonica. Vengono riempiti di beni, ma non gli si dà quello primario che è rappresentato dalla vita». «Vedere i bambini di questo reparto – ha proseguito – e il loro dolore innocente è un pugno allo stomaco per noi adulti, il più difficile da accettare». Ma è anche un’esperienza, «da cui si impara l’umiltà e che dipendiamo dagli altri e da Dio. Per questo non dobbiamo avere paura della solidarietà fra di noi e di chiedere aiuto. Negli occhi di questi bambini ho visto quell’innocenza che ci riporta alla festa di oggi. I piccoli sono capaci, in ogni occasione, di stupore e serietà al tempo stesso. Come possiamo concepire il dolre di questi bambini e dei loro genitori? Ciò è possibile solo nella contemplazione del Cristo risorto».

LA MORTE DEL BAMBINO ROM. Il cardinale ha anche riflettuto su un recente fatto di cronaca che ha coinvolto un piccolo bambino rom di soli tre mesi, tragicamente deceduto a causa del gelo nella sua roulotte. «Con i rom abbiamo dei problemi», ha osservato Scola. «Come ho anche detto con l’arcivescovo di Praga, città dove ve ne sono molti, dobbiamo capire la loro cultura». Ma «non è vero che nessuno li vuole aiutare, ci sono stati infatti non pochi tentativi a Milano – spiega – ma dobbiamo capire la loro cultura. Qui ritorna con forza l’importanza della dimensione educativa, non si può separare l’educazione dall’azione. Fatti tragici come questi devono servire da provocazione per il risveglio della nostra città. Milano ha molte potenzialità, ma deve ritrovare quel senso di quell’amicizia civica che era per Aristotele il fondamento della società. Tutte le istituzioni, i partiti, e le realtà della società civile devono lavorare insieme con un unico senso di marcia. Si devono tutti alleare per produrre buon governo e sconfiggere la povertà».

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