Scalfari promuove Renzi (sia mai che torni a palazzo Chigi)

Il fondatore di Repubblica promuove l’ex premier nel suo editoriale domenicale: tutti i libri che gli ha dato da leggere, Renzi li ha letti. E ha superato l’interrogazione

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Gli esami non finiscono mai ma domenica è sempre domenica. Eugenio Scalfari sale in cattedra e Matteo Renzi, finalmente, passa gli esami. Il fondatore di Repubblica promuove l’ex premier nel suo editoriale domenicale di ieri: tutti i libri che gli ha dato da leggere, Renzi li ha letti. E ha superato l’interrogazione.

Basta playstation, basta Masterchef, basta Gazebo (nel senso di Rai3). E però no il basta ai libri mastri di Monte dei Paschi di Siena, di Banca Etruria e il nomina sunt nomina del nominalismo a chilometri zero (con tutta la congrega toscana che Renzi, in barba al conte Paolo Gentiloni–Silverj, ha piazzato nelle partecipate: i nuovi boiardi di Stato sono reclutati a un tiro di schioppo da casuccia sua).

Scalfari ha costretto il ragazzo di Rignano a farsi una cultura. L’ha convocato e ha verificato quanto di cotanta bibliografia sia andata a buon fine. Gli aveva dato da leggere la biografia di Cavour e Matteo gliel’ha ripetuta come un’Avemaria; gli ha dato da studiare Salvemini e Labriola e Renzi gliel’ha snocciolati come la tabellina del due, perfino con le domande a saltare ha riconosciuto l’uno e poi l’altro.

Dotti, medici e sapienti non avranno da lamentarsi dell’alunno Renzi perché Scalfari, burbero ma buono, ha assegnato al volenteroso Matteo nuovi compiti: innanzitutto le pagine di letteratura italiana di Francesco De Sanctis su cui forgiare ideali politici e valori, e poi messer Niccolò Machiavelli, ovviamente Giovambattista Vico perché non si sa mai che tra corsi e ricorsi storici, al prossimo giro, Renzi possa tornare a palazzo Chigi.

Foto Ansa

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