Santa Sofia potrebbe tornare moschea tra 15 giorni

Erdogan spinge per la conversione in luogo di culto e il Consiglio di Stato si dà due settimane per decidere

È una vicenda che si trascina da anni, ma ora potrebbero bastare due settimane perché il monumento di Santa Sofia a Istanbul diventi di nuovo una moschea. L’edificio più visitato della Turchia, eretto come chiesa da Giustiniano nel 532, è stato un luogo di culto fino al secolo scorso, prima cristiano, poi ortodosso, poi musulmano dopo la presa ottomana nel 1453. Il “padre della patria” della Turchia laica, Mustafa Kemal Ataturk, la trasformò in museo negli anni Trenta: un modo anche simbolico per segnare la “laicizzazione” del paese.

La firma di Ataturk

Ma ora il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vuole riconvertirla in moschea, strizzando così l’occhio alle frange più radicali dell’islam del paese. Ieri il il Consiglio di Stato turco, chiamato dal governo a esprimersi sulla questione, ha rimandato la decisione tra una quindicina di giorni, promettendo un pronunciamento scritto. Secondo una fondazione religiosa la firma sul documento del 1934 con cui Ataturk la convertì in museo sarebbe falsa. Improbabile, ma anche questo elemento gioca a favore dei musulmani che vorrebbero riconsegnarla al culto islamico.

Nascondere la storia

L’accelerazione sulla conversione in moschea è stata criticata dagli ortodossi e dal segretario di Stato americano Mike Pompeo. Ma Erdogan, che in patria sta vivendo un momento di difficoltà a causa del calo dei consensi per la gestione coronavirus, sembra molto deciso ad andare avanti. Alle critiche greche ha risposto piccato: «Osate dirci di non trasformare Hagia Sophia in una moschea. State governando voi la Turchia o noi?». Già a fine maggio, nel 567esimo anniversario della presa da parte degli Ottomani, aveva fatto recitare alcune sure al suo interno e ora promette di volere lì pregare il 15 luglio, giorno dell’anniversario del fallito colpo di stato del 2016 contro il suo esecutivo. Così fosse, gli splendidi affreschi millenari di Santa Sofia verrebbero ricoperti da dei teli. Perché la storia non la puoi cambiare, ma puoi sempre nasconderla.

Foto Ansa