Sanremo, seconda serata: Fazio meglio come imitatore, Elio e le storie tese hanno già vinto

I due conduttori aggiustano il tiro. La regia pecca di nostalgia degli anni 80 ma le canzoni sono di livello superiore rispetto alla prima serata. C’è anche Carla Bruni con un tailleur da Postalmarket

Dopo l’ottimo esordio registrato dalla prima serata, l’edizione faziana del Festival di Sanremo tiene botta anche nel day after, nonostante il calcio e imperdibili pellicole nelle reti concorrenti come Un matrimonio a quattro mani. Undici milioni di telespettatori non hanno resistito al richiamo del Teatro Ariston. Ecco cosa vi siete persi (o avete subito).

BEPPE FIORELLO, voto 5,50: L’attore, che da anni deve sorbirsi l’epiteto di Fiorellino, a causa della sua parentela con il Fiorello intrattenitore, sale sul palco e interpreta Domenico Modugno. Il talento c’è, è innegabile, tanto quanto la retorica del pezzo e la finta commozione finale. Beppe è sul palco per presentare la fiction sul cantante de Nel blu dipinto di blu, che andrà in onda dopo che anche l’ultimo faretto dell’Ariston si sarà spento. La giacca che indossa è larga e fuori moda, ma c’è un commovente perché: è la giacca indossata da Modugno al Festival di Sanremo nel 1958. La famiglia Fiorello l’ha prima usata e poi restituita ai legittimi proprietari, naturalmente in Eurovisione.

FABIO FAZIO, voto 6: Nonno Fazio si merita un’insperata sufficienza per un solo motivo: ci eravamo tutti dimenticati di come fosse bravo a imitare i suoi colleghi e ci chiediamo come mai non abbia deciso di intraprendere questa carriera, difficile ma ricca di soddisfazioni. Sul palco con Neri Marcorè, perfetto nell’imitazione di Alberto Angela, Fazio si cala nei panni del papà Piero, e il risultato è spassosissimo. Finalmente si ride per un buon motivo. Come conduttore, invece, si fa rimproverare dalla biondissima Malika Ayane, che non sopporta la storpiatura del suo cognome.

LUCIANA LITTIZZETTO, voto 6,50: Il mezzo voto in più rispetto a Fazio Luciana se lo merita per aver avuto la capacità di correggere gran parte degli errori commessi nella prima serata. Peggiorano i vestiti, che sembrano camicie da notte luccicanti, ma cala il numero di parolacce. Gradevole il siparietto con Carla Bruni, meno quelli con Bar Rafaeli, modella israeliana dalla bellezza angelicata che deve sorbirsi tre, quattro, cinque e sei battute sul suo nome. Quando la volpe non arriva all’uva…

CARLA BRUNI, voto 4: Entra con un tailleur del valore di nove euro e novantanove centesimi e con una piega che avrebbe fatto urlare allo scandalo persino Lady Gaga. Canta con un filo di voce, ma la colpa è chiaramente degli zigomi, che la costringeranno presto a rivolgersi a un otorinolaringoiatra e a un logopedista. La donna gatto però non è così di legno come la ricordavamo, anche se i suoi commenti si limitano a strani mugugni metà francesi metà torinesi. Prova a sorridere, ma gli zigomi oppongono resistenza.

REGIA, voto 5: Un tripudio di split screen (schermo diviso a metà), ci riporta indietro di almeno vent’anni. Se ne abusa neanche fosse l’ultimo ritrovato tecnologico in fatto di riprese. Anche sulle luci non si lesinano colori fluorescenti da film di fantascienza. Da cosa volevano distrarci?

ANNUNCIATORI, voto 5: Stesso voto di ieri per gli annunciatori. Le donne continuano a sfoggiare abiti bellissimi, per la felicità degli stilisti, che si sono impegnati al massimo per quei cinque secondi. Max Biaggi, Elenora Pedron, lo chef Carlo Cracco, la nazionale di scherma (esclusa la Vezzali, che ha intrapreso carriera politica), si alternano velocemente. Scende le scale anche Filippa Lagerbäck, che in dieci secondi riesce a pronunciare più parole che in anni e anni di Che tempo che fa. È la rivincita delle bionde. Da segnalare anche Roberto Giacobbo, di tre stazze più grande della Lucianina, che ci informa che l’asteroide previsto tra qualche giorno non farà danni. Si, ma i Maya?

CAMPIONI, voto 8: Dal punto di vista delle canzoni questa serata è nettamente superiore alla precedente. Malika Ayane in versione Justine Mattera esprime tutto il suo talento. Fanno il loro anche Simone Cristicchi e la giovane Annalisa, la riservata cantante di Amici. Max Gazzè è bravo come sempre, nonché spiritoso. Si fa un po’ di fatica a comprendere gli Almamegretta, mentre i Modà vorrebbero che i baci si potessero mangiare per vincere la fame nel mondo, magari su un tappeto di fragole.

ELIO E LE STORIE TESE, voto 10: Gli ultimi a esibirsi sono gli Elio e le storie tese, che meritano un voto a parte. Bellissime entrambe le canzoni, con annessi travestimenti. La canzone che passa il turno La canzone mononota, è un tripudio di musica allo stato puro e testo ironico come nella migliore tradizione della band. Per noi (ma anche per loro) hanno già vinto, chissà cosa ne pensano le pellicce dell’Ariston.

GIOVANI, voto 7: Arrivano quando è già ora di andare a nanna, ma si fa uno sforzo per ascoltarli. Sono quatto e grazie al cielo cantano una sola canzone. Il più conosciuto di tutti, Il Cile, viene eliminato subito. Rimangono in gara Renzo Rubino, che ha rubato il vestito a Felix Baumgartner e ha cantato una canzone sull’amore gay, e i Blastema, molto bravi ma forse sarebbe necessario un controllo antidoping. Eliminata anche Irene Ghiotto, forse a causa dell’eccessiva euforia sprizzata sul palco.