Il giovane Curry Barker centra un assillo antico quanto l’arte stessa: perché le donne bruciano d’amore?
Medea si tocca il ventre e cerca la ferita. Non la trova perché non è una ferita: è tutto il ventre a far male. Seneca scrive questa scena rielaborando la tragedia omonima di Euripide con una precisione anatomica che non ha precedenti: Medea non pensa al tradimento, non lo elabora. Lo sente nelle viscere. E lo osserva crescere in sé come un’entità separata: Medea sa esattamente cosa le sta succedendo. Sa che il furor la sta prendendo e che non potrà fermarlo. Seneca non è solo un grande filosofo e tragediografo: è un grande sceneggiatore horror.
Duemila anni dopo, in un negozio di musica a Burbank, Nikki si guarda le mani come se non le riconoscesse. Le ha usate per fare qualcosa che non voleva fare e probabilmente le userà ancora. Prima si era guardata il grembo, come Medea: si era fatta del male, cercando nella carne la prova di qualcosa che non sa nominare. Tutto per quello strano virus che è l’amore. Amare più di ogni cosa al mondo: è quello che chiede a un bastoncino della fortuna...
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