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In ogni film che avete visto c’è qualcosa dell’Odissea

Di Simone Fortunato
22 Luglio 2026
Buono il kolossal di Christopher Nolan ispirato al poema di Omero. Ma tutta la storia del cinema, a ben vedere, è in debito verso l’aedo greco. Dimostrazione
Fotogramma del film “Odissea” di Christopher Nolan con Matt Damon

Anticipiamo di seguito la recensione di “Odissea” di Christopher Nolan firmata da Simone Fortunato per la rubrica del cinema contenuta nel numero di agosto 2026 del mensile Tempi. * * * In Omero contano le dimensioni. Personaggi giganteschi, duelli interminabili, tempo e spazio dilatati oltre misura: lo si capisce entrando a Micene nel sepolcro alto quindici metri che chiamiamo “Tomba di Agamennone”. Nell’Odissea la sproporzione è dichiarata: il viaggio di Ulisse attraversa età diverse dell’umanità, dai Ciclopi che ignorano la civiltà ai Feaci fino a Calipso, che abita un non-luogo ai confini del mondo, e ai Proci, la cui violenza sorda anticipa la caduta dei Micenei. Pietro Citati, nel suo bel libro La mente colorata, riassume tutto Ulisse in un unico aggettivo, polytropos, l’uomo dai molti risvolti, collezione di maschere intercambiabili: mendicante, naufrago, principe, vecchio o improvvisamente più giovane. Nessuno e tutti insieme. Forse vale la pena ripensare così il tormentone del...

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