«Perché noi di Forza Italia non abbiamo chiesto le dimissioni di Sala»

Di Emanuele Boffi
20 Luglio 2025
A differenza di Lega e Fdi, i consiglieri berlusconiani non hanno chiesto il passo indietro del sindaco di Milano. Lettere a Tempi
Protesta con cartelli da parte dei consiglieri dell'opposizione durante la seduta del consiglio comunale dopo l'inchiesta sull'urbanistica a Palazzo Marino a Milano, 17 luglio 2025 (Foto Ansa)
Protesta con cartelli da parte dei consiglieri dell'opposizione durante la seduta del consiglio comunale dopo l'inchiesta sull'urbanistica a Palazzo Marino a Milano, 17 luglio 2025 (Foto Ansa)

Caro direttore, tra l’impugnazione della procura di Palermo alla assoluzione di Salvini circa il caso Open Arms e l’inchiesta milanese con arresti sull’urbanistica, il corso della giustizia a cui tutti si richiamano deferentemente, sia in effetti una semplice farisaica corsa al potere. Qualcuno dice che è solo una parte della magistratura, ma l’altra parte dov’è e cosa dice?
Gianmario Gatti

Già. Dov’è? Me lo chiedevo anche io mentre riflettevo sul fatto che, solo per stare agli ultimi anni e solo per circoscrivere la nostra attenzione alla Lombardia, dal caso Infrastrutture Lombarde al caso Mantovani, dai casi Tatarella e Altitonante fino al caso camici, sono tante le inchieste “politiche” partite con la grancassa e poi finite nel nulla.

***

Caro direttore, il vero terremoto che scuote la nostra città non è quello registrato nelle scorse ore, ma quello che da anni colpisce la politica, messa costantemente sotto accusa, svuotata del suo ruolo e delegittimata nei fatti e nel racconto pubblico.

In queste ore si parla di possibili dimissioni del sindaco Sala. A mio avviso, sarebbe un errore gravissimo. Non un atto di responsabilità, ma una resa. Una resa di fronte a chi utilizza le inchieste come strumento politico, prima ancora che come percorso per accertare la verità. Il rischio è che si ceda al riflesso condizionato del giustizialismo, in un clima che ci ha abituati a processi mediatici ben prima di quelli nei tribunali.

Personalmente, preferisco confrontarmi con un avversario politico nelle sedi opportune, sulle idee e sulle visioni per la città, non vederlo costretto a uscire di scena per un’indagine ancora tutta da chiarire.

In questo contesto, è doveroso ricordare le responsabilità del Partito democratico, oggi pronto a ergersi a difensore della correttezza istituzionale, ma che per anni è stato tra i protagonisti di una cultura forcaiola, specialmente contro la Regione Lombardia, dove gli attacchi politici si sono spesso fondati su accuse rivelatesi inconsistenti. Una strategia che ha indebolito la fiducia nelle istituzioni e alimentato una visione distorta del ruolo pubblico.

Non va dimenticato che oggi il Pd è alleato stabile del Movimento 5 Stelle, la forza che più di ogni altra ha fondato la propria identità su un giustizialismo ideologico, trasformando ogni avviso di garanzia in una sentenza anticipata. Un clima che ha contribuito a demolire la credibilità della politica e la serenità del confronto democratico.

È in questo scenario che Forza Italia, con coerenza e senza tentennamenti, ha scelto di ribadire una posizione netta e responsabile a tutti i livelli istituzionali: quella della difesa della politica, del rispetto della presunzione d’innocenza e della separazione dei poteri.

Proprio per questo motivo, con grande convinzione, non abbiamo partecipato alle manifestazioni promosse in Consiglio comunale dai colleghi di Fratelli d’Italia e Lega. Perché è nei momenti difficili e nelle questioni complesse che emerge il vero volto dei partiti. E la libertà della politica, il suo diritto a essere giudicata dagli elettori e non dalle scorciatoie mediatiche o giudiziarie, non è un tema secondario – nemmeno rispetto alle questioni etiche che ci stanno tanto a cuore. Anzi: la libertà è il fondamento di tutto.

Ecco perché ci siamo distinti, anche dagli alleati, e con coraggio abbiamo espresso le nostre posizioni in modo chiaro, senza attendere indicazioni dai vertici nazionali. Questo, per me, è fare politica: assumersi responsabilità, metterci la faccia e non cedere all’opportunismo del momento.
Deborah Giovanati
Consigliere comunale Milano – Forza Italia

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.