Romney ha bisogno di Santorum per conquistare la Casa Bianca

Dopo l’uscita di scena del candidato conservatore, il miliardario repubblicano deve studiare con cura le prossime mosse per ottenere il consenso della base, senza perdere l’appoggio centrista. Una soluzione potrebbe essere la promessa di un posto rilevante per l’ex sfidante cattolico, che però punta alle elezioni del 2016.

«Rick Santorum è stato l’ultimo e il migliore sogno dei cristiani conservatori che si opponevano a Mitt Romney», titolava il New York Times il giorno dopo l’abbandono della corsa alle primarie repubblicane del candidato cattolico Santorum. La base del partito, quella più militante, è rappresentata proprio dall’elettorato cristiano evangelico e si è mobilitata come non mai, scoprendo l’esistenza di un candidato credibile e perfetto a rappresentare le proprie istanze. Santorum, infatti, nonostante la crisi economica, ha avuto il coraggio di puntare tutta la corsa sulla necessità della riscossa morale americana, considerando la crescita finanziaria come una sua conseguenza. L’establishment invece ha sostenuto e sostiene il front runner Mitt Romney, che sta sfidando Obama sul piano meramente economico. La linea scelta dal partito repubblicano resta quella della moderazione, per cercare di riconquistare il voto degli indipendenti e dei centristi che nel 2008 votarono Obama.

Ma ora che la base repubblicana ha mostrato un volto fortemente conservatore, capace di infiammarsi più per le questioni antropologiche che per quelle economiche, bisognerà vedere se Romney sarà disposto a giocare con maggior forza la sua opposizione all’aborto, ai matrimoni omosessuali e alla libera educazione. Gli evangelici, che per la prima volta si sono mossi a sostegno di un candidato cattolico, hanno già dichiarato che, pur di battere Obama, sono disposti ad appoggiare lo sfidante mormone. Ma non tutti sono così convinti. Il presidente del Family Research Council, un importante gruppo di pressione cristiano, ha dichiarato che Romney dovrà «dimostrare un solido e genuino interessamento per i valori» e come Santorum mostrare la relazione «tra prosperità finanziaria e integrità morale» e «l’indivisibilità di famiglia ed economia».

Gli evangelici sanno che Romney condivide la visione conservatrice, come ha già dimostrato durante la prima fase della campagna. Il Tea Party, inoltre, ha molto a cuore la battaglia economica basata sull’interventismo statale minimo, bandiera del candidato mormone. Restano da convincere i colletti blu, la classe operaia repubblicana che fatica a vedersi rappresentata da un imprenditore milionario. Ad aiutare Romney potrebbe essere la promessa di dare un posto di rilievo allo stesso Santorum. Qualcuno parla della vicepresidenza, ma nulla di certo è ancora trapelato. Anche perché Santorum potrebbe decidere di mantenere un ruolo all’interno del partito per ripresentarsi nel 2016.

Twitter: @frigeriobenedet