Rischio educativo in arabo: «Noi musulmani e Giussani siamo vicini»

Stasera all’Auditorium di Milano ci sarà la presentazione del Rischio educativo di don Luigi Giussani in lingua araba. Tra i partecipanti, il libanese sciita Ibrahim M.M. Shamseddine, che anticipa a Tempi.it: «Se voi sapeste quante cose abbiamo in comune noi musulmani con voi cristiani, vi stupireste. Sono di gran lunga superiori a quelle che ci dividono»

«Il concetto di educazione che aveva don Luigi Giussani è incredibilmente vicino al nostro. Se voi sapeste quante cose abbiamo in comune noi musulmani con voi cristiani, vi stupireste. Sono di gran lunga superiori a quelle che ci dividono». Non sono cose che si sentono tutti i giorni e ad anticipare una parte del suo intervento a Tempi.it è Ibrahim M.M. Shamseddine, fondatore dell’Imam Shamseddine Foundation for Dialogue di Beirut e presidente dell’Associazione per la carità e la cultura.

Shamseddine, libanese e membro della comunità sciita, interverrà questa sera all’incontro organizzato dal Centro culturale di Milano dal titolo “In un mondo incerto. Il rischio educativo. Dialogo su Il rischio educativo di don Luigi Giussani in lingua araba”. Alla conferenza che si terrà questa sera all’Auditorium di Milano interverranno anche Massimo Borghesi, Docente di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Perugia; Abdel-Fattah Hassan, Docente di Letteratura italiana presso l’Università Ain Shams de Il Cairo, esponente dei Fratelli Musulmani. Introduce don Ambrogio Pisoni, assistente pastorale all’Università Cattolica di Milano.

Sui fatti avvenuti domenica al Cairo, in Egitto, quando l’esercito ha ucciso almeno 17 cristiani copti, ha dichiarato: «Il governo ha commesso una serie di errori. Anch’io mi sono stupito di sentire il ministro dell’Informazione fare pressioni contro i cristiani da un punto di vista confessionale. I responsabili per l’uccisione dei copti devono essere puniti. C’è qualcosa che non va nel governo, non è ancora stabile, non ha fatto tutto quello che doveva per proteggere i cristiani. Il governatore di Assuan ha praticamente dato il permesso di demolire unachiesa perché mancava un permesso: ma che razza di motivazione è questa? Non può comportarsi così. Mubarak è a giudizio perché ha dato ordine di sparare sulla folla in piazza Tahrir e tre mesi dopo l’esercito fa lo stesso contro dei cittadini arrabbiati perché una chiesa è stata bruciata? C’è qualcosa che non sta funzionando in Egitto ma i musulmani non sono una minaccia per i cristiani».