Riforma sanitaria, contraccezione e aborto: Obama fa un passo indietro

Alle donne sarà garantito l’accesso a contraccezione e aborto ma le istituzioni religiose (ospedali e università) non saranno costrette a pagare alle loro dipendenti una assicurazione sanitaria.

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Nuovo capitolo, forse definitivo, della battaglia tra Barack Obama e istituzione (religiose e non) a riguardo dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal presidente degli Stati Uniti che costringe i datori di lavori a pagare per i dipendenti assicurazioni sanitarie comprendenti aborto e contraccezione. Diverse istituzioni hanno fatto ricorso in tribunale appellandosi alla libertà di coscienza.

COMPROMESSO. Ieri l’amministrazione Obama ha annunciato una nuova politica di compromesso: alle donne sarà garantito l’accesso a contraccezione e aborto ma le istituzioni religiose (ospedali e università) non saranno costrette a pagare alle loro dipendenti una assicurazione sanitaria che copra questo servizio. In tal caso, toccherà a una terza organizzazione fornire questa assistenza.

CHIESA IN SILENZIO. La nuova linea è stata annunciata dal ministro alla Sanità Kathleen Sebelius. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti non si è ancora pronunciato, aspettando di comprendere l’esatto contenuto della norma.

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