Riforma elettorale, il count down prima della sentenza della Consulta

Il 3 dicembre la Corte costituzionale deciderà se annullare il porcellum. Oggi Napolitano ha incontrato Quagliariello e Franceschini per verificare il lavoro del Governo. Mineo (Pd):«In parlamento più vicini ad un accordo»

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Il conto alla rovescia prima della sentenza del 3 dicembre della Corte costituzionale sul Porcellum (che dovrà decidere se l’attuale legge elettorale è incostituzionale, e quindi potrebbe bocciarla ripristinando la legge precedente, il mattarellum) è già partito a tutta velocità. Oggi, dopo aver incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello fa sapere: « Se non si muoverà il Parlamento prima, quel punto si muoverà il governo».

L’INCONTRO CON I MINISTRI. Napolitano oggi ha incontrato insieme a Quaglieriello anche il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini «con i quali – ha fatto sapere il Quirinale in una nota – ha esaminato le prospettive e l’iter delle riforme costituzionali e delle proposte di modifica della legge elettorale». Un incontro che si innesta in un momento in cui il Parlamento però anziché accellerare le riforme elettorali sembra intento a procrastinarle. Il voto su due ordini del giorno sulla legge elettorale, presentati da Movimento cinque stelle l’uno e dalla Lega l’altro, è slittato a lunedì 1 dicembre alle 20, dopo che la presidente della I commissione Affari costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro, ha accolto la richiesta di Nuovo centrodestra di avere maggiore tempo per esaminare le proposte. «Se lunedì non si riesce a votare gli ordini del giorno, non sarà più la commissione del Senato a doversi occupare della legge elettorale», ha spiegato Benedetto Della Vedova (Scelta Civica) e membro della I commissione al Senato: «Eravamo pronti a votare oggi il ritorno al Mattarellum, ma non c’erano le condizioni perché il Nuovo Centro Destra ha chiesto più tempo. Quella di oggi, con i tempi supplementari di lunedì, è l’ultima occasione».

MINEO (PD): «PIU’ VICINO UN ACCORDO». Sembra più speranzoso però il senatore Corradino Mineo (Pd) che afferma: «Ho partecipato a una riunione delicatissima a telefoni spenti sulla legge elettorale, su come riformarla. L’ipotesi è di lavorare sul famoso Mattarellum, alle 14 si riunirà di nuovo la commissione Affari costituzionali del Senato. C’è un’aria nuova tra le forze politiche, dopo quello che è accaduto. È più vicino l’accordo sulla legge elettorale».

BONDI: «VERSO MONARCHIA COSTITUZIONALE». Inizia però a profilarsi il nuovo ruolo di opposizione di Forza Italia. Sandro Bondi ha criticato l’incontro tra i ministri e Napolitano dicendo che «Oggi il Quirinale rende noto di aver avviato una verifica sulle riforme con i ministri Quagliariello e Franceschini. Domani è probabile che Napolitano esamini con Saccomanni i provvedimenti economici del governo. Dopodomani convocherà, ne sono certo il ministro Bray per esprimere la sua via preoccupazione per i crolli occultati di Pompei. Da una repubblica parlamentare siamo passati senza saperlo a una repubblica presidenziale e domani, come l’ottimo Crozza ha intuito, a una monarchia costituzionale».

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